l'attualita'

LeLuSi

logolelusi.jpgEcco l'Aglianico che avevamo sempre sperato di bere.
Un piccolo grande progetto per fare un grande vino

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l'intervista del mese

Marco Pecorari

pecorariok.jpgMarina San Lurins, ovvero la quintessenza della Malvasia Istriana rifermentata in bottiglia...altro che giovani bamboccioni

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l'editoriale

Raggi, Grillo e il nuovo stadio della Roma. A Tor di Valle non va bene. Dove, quindi?
Non si sa!
La Giunta romana a 5Stelle sceglie di non scegliere. Si allo stadio di proprietà della squadra della Roma, ma non nell'area dell'ex Ippodromo di Tor di Valle.
Riprendere tutta la prcedura richiederà anni e probabilmente non se ne farà nulla.
Una scenario probabile è che la proprietà americana della Roma molli tutto, squadra compresa.
Che un imprenditore voglia trarre profitto da una operazione di questo tipo è legittimo, che le sue proposte vadano "aggiustate" non c'è dubbio, ma che si scelga di non scegliere è inconcepibile

 
 
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vivere il territorio

GFH-Amaranto

logo_amranto.jpgLa pasta del senza glutine, del senza uova, del senza lattosio. Buona? No, buonissima

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arte & cultura

Keith Haring

palazzo_realelogo.jpgUna mostra dedicata a un artista innovativo scomparso prematuramente: da Fiorucci a Palazzo Reale

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il buon vivere

Jasci&&Marchesani

logojasci.jpgAbruzzo sugli scudi con i vini di questa Cantina Bio che molto onor si fà

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tempo libero

Ferlat vini

logoferlat.jpgIsonzo, non solo fiume sacro alla patria, ma terroir di grandi vini. Ferlat vini identitari e interpreti perfetti del terroir

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Le rubriche di groane.it

Le rubriche di www.groane.it , sono lo strumento principe per interagire con noi.
Chiediamo la vostra collaborazione, le vostre competenze, i vostri suggerimenti, le vostre critiche. Consideriamo queste rubriche uno spazio da condividere con voi, dove noi saremo semplicemente i coordinatori delle vostre segnalazioni, Dalla salute, agli itinerari, dal tempo libero, alle iniziative, dalle vostre competenze informatiche, alle ricette
datevi da fareā€¦ scriveteci info@groane.it
lo staff
 

otto e mezzo

Roma da bere?
R&R.
Roma e la Raggi, una menata infinita...intanto sulla città cala la sera

 

itinerari

Baj

Nell'hinterland milanese una mostra dedicata a Enrico Baj: i suoi mostri che a distanza di anni son più reali del reale

 

sport & salute

Consumi record di frutta

In Italia decolla il consumo di frutta e verdura: è la prima voce della spesa delle famiglie

 

il picchio vigila

Alitalia
Una storia infinita. Non c'è pace per quella che è stata una delle Compagnie Aeree più prestigiose del Mondo
 

le vostre ricette

Manzo all'olio

Rovato, il Manzo all'olio...una specialità poco nota, ma straordinaria

 

tecno-logica

Dice Bill Gates

I robot che rubano posti lavoro paghino tasse. Ma rassicura, impiego degli uomini non sparirà mai

 
 

Lo sapevi che...?

Riso Made in Italy a rischio

Invasione di riso dall'Oriente, Made in Italy a rischio

Dall’aumento del 489% degli arrivi dal Vietnam al 46% dalla Thailandia, mai così tanto riso straniero è arrivato in Italia come nel 2016, con una vera invasione da Oriente da cui proviene quasi la metà delle importazioni.
risoitaliano.jpgE’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat dalla quale si evidenzia che, nell’anno appena trascorso, è stato registrato un aumento record del 21% delle importazioni che ha fatto scattare ben 12 allerte sanitarie da contaminazione per il riso e i prodotti a base di riso da Paesi extracomunitari in Europa secondo i dati del sistema di allarme rapido comunitario (RASFF).

Le partite “fuorilegge” pericolose per la salute dei cittadini riguardano la presenza irregolare di residui antiparassitari, di aflatossine cancerogene o altre tossine oltre i limiti, infestazioni da insetti, livelli fuori norma di metalli pesanti o la presenza di Ogm proibiti in Italia e in Europa.
Un pericolo per i consumatori che si estende a livello comunitario dove nell’ ultima campagna di commercializzazione è stato raggiunto il record di importazioni con l’ingresso in Europa di 1.380.000 tonnellate di riso lavorato, di cui 370.000 dai Paesi Meno Avanzati (P.M.A).riso-cotto-allorientale.jpg

Ormai i due terzi delle importazioni non pagano più dazi a causa dell’introduzione da parte dell’UE del sistema tariffario agevolato per i Paesi che operano in regime EBA (Tutto tranne le armi) a dazio 0.
Una misura che finisce in realtà per favorire le multinazionali del commercio senza ricadute concrete sugli agricoltori locali che subiscono peraltro lo sfruttamento del lavoro anche minorile e danni sulla salute e sull’ambiente provocati dall’impiego intensivo di prodotti chimici vietati in Europa.

L’Italia è ancora il primo produttore europeo di riso su un territorio di 237mila ettari con un ruolo ambientale insostituibile e opportunità occupazionali, ma la situazione sta precipitando e a rischio c’è il lavoro per oltre diecimila famiglie tra dipendenti e imprenditori di lavoro nell’intera filiera.thailandese.jpg
Le importazioni sconsiderate di riso lavorato Indica dall’Oriente stanno facendo crollare la produzione in Italia dove le semine si spostano sulla varietà japonica con gravi squilibri di mercato che spingono nello stato di crisi anche questo segmento produttivo.

Il riso Made in Italy è una realtà da primato per qualità, tipicità e sostenibilità che va difesa con l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza, la pubblicità dei nomi delle industrie che utilizzano riso straniero e attraverso interventi comunitari tempestivi ed efficaci nei confronti delle importazioni incontrollate, che prevengano il rischio di perdite economiche per i nostri risicoltori e non agiscano quando i danni si sono già verificati.
In tal senso, la clausola di salvaguardia, già rifiutata dalla Ue senza una quantificazione evidente dei danni, dovrebbe essere applicata con una procedura più efficace dall'Unione.