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riceviamo e molto volentieri pubblichiamo
CONSORZIO GARDA CLASSICO
Comunicato Stampa
Valtènesi, ecco le novità della nuova Doc bresciana
Disciplinare rigoroso e grande enfasi sul Groppello, l’autoctono della Riviera. I primi vini sul mercato nel 2012 con due scadenze ben precise: il 14 febbraio per il Valtènesi Chiaretto e l’1 settembre per il Valtènesi Rosso.
Nel disciplinare recentemente approvato dalla Commissione Nazionale Vini, il territorio identificato come idoneo alla produzione di Valtènesi Doc inizia a sud dove finisce il Lugana e si estende ad ovest del Garda, abbracciando i comuni tra Desenzano e Salò: questo per comprendere le diverse caratteristiche vocazionali e di complementarietà delle due aree, quella a sud più argillosa e la Valtènesi, morenica.
Siamo nel punto più a nord del mondo dove crescono gli agrumi, l’ulivo, i capperi.
E’ qui del resto che fin dal 1300 si ha notizia della coltivazione del Groppello, vitigno così nominato perchè caratterizzato dagli acini serrati raccolti a groppo. 
Ed è ormai certo che solo coniugato a questo terroir il Groppello sa esprimere pienamente le sue caratteristiche di eleganza e serbevolezza: la coltivazione di questo vitigno infatti è stata ormai virtualmente abbandonata in tutte le altre aree dove ancora resisteva. Ormai ne restano 300 ettari al mondo, coltivati per l’appunto in Valtènesi.
Il Groppello è perciò il vitigno caratterizzante la Doc, partendo da un minimo del 50% per giungere nel più breve tempo possibile al 70% e anche al 100%: questo non appena il miglioramento dei cloni nei vigneti porterà alla diffusione di quelli dotati delle migliori espressioni di spezie e piccoli frutti di bosco, struttura e longevità che il vitigno è in grado di esprimere. Due sono le famiglie principali del Groppello: il Gentile e il Mocasina, che si adattano ciascuno a particolari condizioni di terreno e microclima.
Groppello sarà quindi l’unica indicazione che potrà comparire nelle informazioni rivolte al consumatore. Gli altri vitigni saranno quelli classici del territorio come il Marzemino, mentre gli internazionali saranno limitati al massimo del 10%, a sottolinare la precisa volontà di fare del Valtènesi un autoctono al 100%.
Altre limitazioni concorreranno tuttavia alla qualità del prodotto finale: come la densità minima dei ceppi per ettaro che dovrà presto raggiungere il numero di 4.400, le rese limitate, la gradazione minima naturale di 11,5°.
Il Valtènesi avrà infine anche una sua precisa tempistica per l’immissione al consumo, con l’obbiettivo di facilitare la produzione di vini destinati a durare: il 14 febbraio per il Chiaretto, data che idealmente si collega alla festa degli innamorati cui viene implicitamente dedicato questo vino, e il primo settembre per il Valtenesi nella espressione del rosso, così che possa raggiungere le caratteristiche di equilibrio indispensabili per un vino che vuol proporsi a palati esigenti, nella sua elegante piacevolezza.
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