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Ci siamo lasciati con un 2018 a dir poco capriccioso. Per me il 2019 è iniziato ancor peggio: un bell'infarto il giorno dopo la Befana e via. Questa la ragione dei pochi aggiornamenti. Sono sempre in ospedale ma seppur con fatica reinizio a scrivere.
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Birra, cioccolato e vino rosso fanno vivere più a lungobirrabicchiere.gif

Un team di scienziati dell'Università di Scienze della Vita di Varsavia ha scoperto che l'assunzione moderata di vino, birra e cioccolato potrebbe aiutare a vivere più a lungo

Una nuova ricerca - oltre a confermare che una dieta semplice che contenga frutta, verdura, pane integrale, cereali a colazione, formaggio magro, olio di oliva e noci possa combattere l'infiammazione e ridurre il rischio di morte prematura nel 20% negli adulti - ha anche sottolineato che questi alimenti possono essere affiancati da snack, tè, caffè o addirittura un bicchiere di vino o birra.
Al contrario, per vivere più a lungo bisogna evitare cibi che aumentano l'infiammazione, compresa la carne rossa, le bibite gassate, oltre a pane bianco, torte e biscotti.

Lo studio è stato condotto su oltre 68.000 partecipanti, uomini e donne di età compresa tra i 45 e gli 83 anni. ciocco.gifColoro che seguivano diete ricche di cibi anti-infiammatori hanno avuto il 18% di probabilità in meno di morire nei successivi 16 anni rispetto a chi non ha seguito quel regime dietetico.
Nello specifico, si è verificato un rischio minore di morte per malattie cardiovascolari e cancro.

L'aspetto più strano ha riguardato i fumatori: infatti, coloro che fumano e hanno seguito una dieta sana, hanno ricevuto benefici maggiori: fino a 5 anni in più rispetto ai fumatori dall'alimentazione sbilanciata.rosso.gif

La professoressa Joanna Kaluza dell'Università di Scienze della Vita di Varsavia (WULS), che con il suo team ha svolto la ricerca, ha dichiarato:
"È noto che frutta, verdura, tè, caffè, vino rosso, birra e cioccolato sono ricchi di antiossidanti.
L'aderenza a una dieta con un alto potenziale anti-infiammatorio può ridurre la mortalità per tutte le cause, cardiovascolare e tumorale, e prolungare il tempo di sopravvivenza, specialmente tra i fumatori attuali ed ex.
La nostra analisi della dose-risposta ha mostrato che anche l'adesione parziale alla dieta anti-infiammatoria può fornire un beneficio per la salute".
Consultando i registri nazionali, il suo team ha analizzato 16.088 morti tra i 68.273 partecipanti, e ha scoperto che 5.980 decessi sono avvenuti a causa di malattie cardiovascolari, 5.252 a causa di tumori e la restante parte per altre cause.
Sempre secondo la dottoressa Kaluza, includere vino e birra nel proprio regime alimentare è un aspetto che ancora è controverso, a causa della correlazione esistente tra alcol e mortalità, ma bisogna sottolineare che agli uomini e donne esaminati in questo studio sono stati somministrati livelli di alcol che oscillavano dal basso al moderato.

  
  

 
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Ilva...è fatta: accordo raggiunto PDF Stampa E-mail

Ilva, plebiscito degli operai di Taranto per Arcelor Mittal:
sì al 94%


L'Ilva non chiude. I lavoratori del gruppo Ilva hanno detto sì all'arrivo di ArcelorMittal, il colosso mondiale dell'acciaio che dal 15 settembre, attraverso la sua controllata Am Investco Italy, sarà il nuovo proprietario del gruppo siderurgico Italiano e ne avvierà la riconversione. I lavoratori hanno detto "Sì" con un risultato plebiscitario di voti in tutto il gruppo pari al 93% (in numeri assoluti 8.255 votanti), percentuale che sale al 94% nella sola Taranto dove però quelli che non hanno votato sono stati numerosi.ilvapanorama.jpg

Sui 10.805 aventi diritto al voto (come risulta dal verbale della Commissione Referendaria) al Siderurgico hanno votato solo in 6.866, una percentuale di affluenza pari al 63,5%.
I "Sì" a Taranto sono stati 6.452. Responsabile di questo calo di affluenza sarebbero le ferie e la cassa integrazione. Ieri anche a Genova i "Sì" sono stati plebiscitari e hanno toccato il 90%.

Percentuali bulgare anche negli altri siti Ilva: Novi Ligure (89,4%), Racconigi (84%), Milano (86%), Paderno Dugnano (94%), Salerno (93,1%) a Padova/Legnaro i 28 dipendenti Ilva sono stati tutti favorevoli (100%), solo a Marghera i "Sì" hanno segnato un modesto 63%. Esultano i sindacati, ma anche i due ministri - Luigi Di Maio e Carlo Calenda - che, per quanto politicamente avversari, si sono impegnati per far risanare e ripartire la prima acciaieria d'Europa con l'obiettivo che adesso diventi anche la fabbrica di acciaio più innovativa e meno inquinante d'Europa.

"Tutte le nostre forze sono ora impiegate nel vigilare attentamente affinché il piano ambientale sia rispettato al millimetro", avverte Di Maio soddisfatto per il risultato.
Mentre Calenda fa i complimenti "a sindacati e lavoratori" e tira anche lui un sospiro di sollievo:
"Finalmente si parte". L'Ilva non si chiude. Ci sono voluti 6 anni di tempo dal sequestro dell'area caldo, 12 decreti salva Ilva e decine di scioperi per avere un accordo che a Taranto non accontenta tutti, ma, ricorda Di Maio: "E' il miglior risultato possibile nelle peggiori condizioni possibili".
I lavoratori lo hanno capito, ma anche ArcelorMittal.ilvataranto.jpg

"Questo accordo - dice soddisfatta il segretario generale della Fiom Francesca Re David - dimostra che le multinazionali possono investire nel nostro Paese conservando le tutele, a partire dall'articolo 18, dal mantenimento degli attuali livelli salariali e garantendo tutta l'occupazione". Soddisfatto il segretario della Uilm Rocco Palombella, sempre irriducibile, lui nato e cresciuto professionalmente e sindacalmente a Taranto, di fronte alla parola "esuberi". "Sin dall'inizio abbiamo ribadito che non avremmo firmato alcun accordo che prevedesse licenziamenti e il mantenimento dei diritti acquisiti.
E i lavoratori hanno apprezzato il risultato", dice Palombella.
Lo spettro chiusura dell'Ilva "è stato finalmente fugato" prosegue ricordando i momenti di una delle vertenze più difficili e complesse mai vissute dal Paese.

Il segretario della Fim-Cisl Marco Bentivogli si toglie qualche sassolino:
"Il fatto che lo spettro della chiusura abbia per lungo tempo aleggiato su Taranto dimostra l'immaturità delle nostre classi dirigenti. Il ministro Di Maio dovrebbe dirci 'grazie' e non attaccarsi medaglie al petto.
Siamo andati avanti a discutere della chiusura dell'Ilva in un momento in cui la domanda di acciaio è ripartita e le nostre aziende sono costrette a rifornirsene in Germania". "Saremo davvero soddisfatti solo quando la multinazionale manterrà gli impegni assunti e saranno così garantiti ai lavoratori e alla città di Taranto salute, ambiente e occupazione", concludono i rappresentati del sindacato di base Usb, Francesco Rizzo e Sergio Bellavita.

(ansa)

 
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