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2018, addio e senza rimpianti.
Ne sono successe di tutti i colori, ai quattro angoli del Mondo.
Dalla vicenda Corea del Nord-Usa, alla guerra dei dazi, ai disastri naturali, alle vicende nostrane, e poi la Brexit che ancora non si sa come andrà a finire.
Non è mancato il terrorismo, che ovviamente non va in ferie.
Sul clima, che dovrebbe mettere tutti d'accordo, non c'è accordo e il rischio di andare a schiantarsi, non è così remoto.
Come sarà il 2019? Speriamo in un ritorno al buon senso!

 
 
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Bellavista PDF Stampa E-mail

Ricredersi è bello
Un mesetto fa abbiamo fatto una visita in Bellavista.
Di quella visita non particolarmente fortunata vi abbiamo dato conto.
Pochi giorni fa su invito di Mattia Vezzola, siam tornati alla corte di Vittorio Moretti e la musica è cambiata.morettivezzola.jpg
In Vezzola abbiamo trovato, non solo un grande enologo, e ci mancherebbe in Bellavista, ma una persona disponibile e squisita, curiosa, attenta e profonda nei ragionamenti, con interessi che spaziano dall'arte, alla letteratura, alla storia, e naturalmente al vino.
Amabilissimo affabulatore ci ha raccontato di come dopo trent'anni, Bellavista, ormai noto nel mondo, intenda evolvere, della maniacale attenzione al prodotto, al voler sempre più prendere una strada autonoma che rifugga da inutile parallelismi con i cugini d'Oltralpe, ai quali si deve guardare con rispetto ma senza sudditanze.
Bellavista, è entrato nel terzo millennio in posizione di assoluta preminenza nell'affollato mondo della spumantizzazione italiana, grazie alle intuizioni di Vittorio Moretti e di Mattia Vezzola, che  ha tramutato in vini i desiderata di Moretti. Mica poco.465ok.gif
Secondo Vezzola il merito va innanzitutto alla Franciacorta, al suo terroir, al tessuto connettivo fatto non solo di vigne ma di uomini che  hanno per religione la cultura del fare e del far possibilmente il meglio.
E con Mattia Vezzola, abbiam sentito non solo le ragioni di chi deve gestire, un'azienda di questo livello, ma l'uomo Vezzola, che con il cuore non vuol dimenticare le tradizioni, il vissuto antico delle vigne di Franciacorta, ecco allora Zuanne, dedicato al grande Gianni Brera fu Carlo, ineguagliato cantore delle virtù enologiche lombarde, un Merlot che non può che stupire, tratto da un vecchio vigneto del convento dell'Annunciata di Rovato, dove si fa vino dal 1449.
E poi le bollicine Bellavista tutte, ormai padrone di se stesse, armoniose  e dalle caratteristiche uniche, inconfondibili...che in una degustazione cieca fanno dire..."Ah Bellavista...".
A questo il duo Moretti-Vezzola in trent'anni è arrivato.
Se Vittorio Moretti è Bellavista, Vezzoli ne è il profeta.
Dove va Bellavista?
Certamente verso nuovi successi, verso modi altri di essere e comunicare con l'entrata in azienda dei "giovani", di casa Moretti, con l'auspicio che il ricambio generazionale, lasci le cose inalterate il più possibile e che semmai venga aggiunta nuova linfa, come le new entry, se ben preparate, posson e devono fare.
Noi a queste energie nuove, rivolgiamo un invito citando Steve Jobs:-“Non perdete tempo a vivere la vita di qualcun altro. Siate affamati, siate folli”. “Don’t waste time living someone else’s life. Stay hungry. Stay Foolish”.
In fondo Moretti e Vezzola trent'anni fa erano così
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