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2018, addio e senza rimpianti.
Ne sono successe di tutti i colori, ai quattro angoli del Mondo.
Dalla vicenda Corea del Nord-Usa, alla guerra dei dazi, ai disastri naturali, alle vicende nostrane, e poi la Brexit che ancora non si sa come andrà a finire.
Non è mancato il terrorismo, che ovviamente non va in ferie.
Sul clima, che dovrebbe mettere tutti d'accordo, non c'è accordo e il rischio di andare a schiantarsi, non è così remoto.
Come sarà il 2019? Speriamo in un ritorno al buon senso!

 
 
Soncino, patria della stampa PDF Stampa E-mail

soncino04.jpgSoncino: al confine tra le province di Cremona, Brescia e Bergamo.
Storia soncinese
L'origine di Soncino è ancora avvolta nel mistero. Alcuni ritrovamenti archeologici sporadici possono un transito di popolazioni preistoriche attraverso il territorio soncinese, che in quest'epoca era bagnato dalle acque paludose del lago Gerundo. Il dosso su cui sorge l'odierno centro storico di Soncino doveva emergere dalle acque, potendo quindi essere un luogo salubre, protetto e sicuro.
L'arrivo dei celti (V-III sec. a.C.) coincide, con la nascita di una zona di confine. Inizialmente tra i celti e gli etruschi, che erano per lo più stanziati sulla sponda bresciana e mantovana del fiume Oglio ed in seguito confine per due popolazioni celtiche gli Insubri ed i Cenomani.
Secondo i principali storici soncinesi furono i Goti, una popolazione di origine germanica, a stabilie un primo insediamento sul dosso attuale. Lo stesso toponimo Soncino pare sia di ascendenza germanica e significherebbe "re delle acque".
   All'epoca delle invasioni ungare (IX-X secolo) nel Nord Italia si assiste alla nascita di numerose fortificazioni, fenomeno che ha interessato anche Soncino. Il 1118 è una data fondamentale, infatti Soncino viene istituito a "borgo franco" segnando il passaggio dalla zona d'influenza bergamasca a quella cremonese. Questa istituzione comporta una notevole espansione demografica ed economica. Il controllo dell'attraversamento del fiume Oglio permette di incamerare notevoli ricchezze. Incominciarono,i violenti contrasti con i bresciani che nel 1118 fondarono il borgo franco di Orzinuovi per limitare il potere cremonese nella zona.
Nel XIII secolo, sotto la guida di Buoso da Dovara, avviene la prima importante militarizzazione di Soncino. Viene risistemata la vecchia rocca e si costruisce interamente in muratura la cinta muraria. È uno dei periodi più floridi di Soncino, così come in gran parte dei comuni del Nord Italia.
Con il privilegio del 1311 Soncino viene sottoposto direttamente all'Impero (diventa terra separata) senza il controllo di nessuna altra città, come lo era stato prima con Cremona. È il periodo, quindi, di maggiore indipendenza. I privilegi concessi erano di natura prettamente economica che intendevano favorire l'espansione commerciale di questo territorio. Nel 1313 lo stesso Enrico VII, con diploma imperiale, investe in feudo Soncino a Giovanni I conte del Forese.
Nel periodo visconteo (1385-1454) Soncino diventa la più importante roccaforte di difesa lungo la linea di confine del fiume Oglio tra Milano e Venezia. Per tre volte nel XV secolo la Repubblica di Venezia riuscì ad impadronirsi di Soncino, dando sempre prova di buon governo. Si sviluppa grandemente l'attività imprenditoriale sia con la famiglia degli ebrei che con alcune famiglie locali, soprattutto Amadoni e Azzanelli continuando anche nel secolo XVI.
La seconda grande militarizzazione del borgo soncinese avviene nell'epoca sforzesca (1454-1536) con il rifacimento completo della cerchia muraria e con la costruzione della nuova rocca. Gli Sforza ebbero in grande considerazione Soncino per la sua posizione strategicamente importante all'interno dello scacchiere militare dell'Italia settentrionale, dotandola di imponenti srutture difensive.
Con il dominio spagnolo (1536) inizia il periodo di decadenza del comune soncinese. L'infeudazione ad opera di Carlo V in favore dei marchesi Stampa limita i numerosi privilegi avuti nei secoli passati da Soncino. Lo stanziamento di numerose truppe militari spagnole contribuisce, inoltre, all'impoverimento del territorio ed alla progressiva e costante perdita di vitalità economica. Tra il XVIII e la prima metà del XIX secolo avviene la completa smilitarizzazione ad opera prima degli austriaci mediante l'abbattimento delle quattro porte medioevali e poi di Napoleone. Questi ultimi avvenimenti determinarono la fine della storia indipendente del borgo soncinese.
da vedere
Monumenti
Rocca Sforzesca (XV sec.): importante struttura militare formata da un cortile principale attorniato da quattro torri, tre a pianta quadrata ed una cilindrica. Antistante al cortile principale, verso il borgo, sorge un caratteristico rivellino separato dalla Rocca e dal borgo da quattro ponti levatoi.
Cerchia delle mura e sotterranei. Lungo i due chilometri di mura medioevali sorgono sei torrioni ed in diversi punti si stanno recuperando interessanti strutture sotterranee che facevano parte della difesa militare quattrocentesca.
Palazzo comunale e Torre Civica sulla piazza del Comune
Casa degli Stampatori. Secondo la tradizione era la casa della famiglia di ebrei che a Soncino stamparono nel 1488 la prima bibbia ebraica completa al mondo ad opera di Ghershom Nathan Soncino e poi presero il nome dal borgo di Soncino. Attualmente è sede del Museo della Stampa.
Palazzo Azzanelli Mulino S.Angelo

Chiese
Pieve di S. Maria Assunta (XII sec.): è la chiesa più importante del borgo, fondata nel XII sec. fu una delle prime chiese della diocesi di Cremona. Venne rimaneggiata a più riprese, di cui l’ultima nel XIX sec. diede l’impostazione attuale. Rilevanti al suo interno un affresco raffigurante la trinità ariana, un dipinto di Mathias Stormer e due sculture lignee.
Chiesa di San Giacomo (XIV sec.): nasce originariamente come un luogo di sosta dei pellegrini diventa poi un convento degli agostiniani (che vi ergono la torre eptagonale). Il culmine della sua importanza lo raggiunge con i domenicani che si insediano nel XV sec. e poco alla volta creano tre chiostri e soprattutto insediano una farmacia ed un importante biblioteca. Il convento fu retto come priore da Michelangelo Ghislieri divenuto poi Papa San Pio V. Pregevoli all’interno una pietà in terracotta policroma dello De Staulis e le vetrate di Fra Ambrosino da Tormoli.  Chiesa di Santa Maria delle Grazie (XV sec.) notevole esempio di architettura rinascimentale, eretta nel 1492 per i Carmelitani. Ancora oggi appare completamente affrescata con notevoli dipinti tra i quali emergono il Giudizio universale sulla controfacciata e le opere di Giulio Campi. Da ammirare anche l'elegante interno che presenta una preziosa decorazione in terracotta nello stile dello scultore Giovanni Antonio Amadeo in collaborazione con Agostino De Fondulis. Attualmente è retta dalle suore dell’Istituto Sacra Famiglia.
Altre chiese: San Pietro Apostolo, San Pietro Martire, San Paolo, Santa Maria della neve, Sant' Imerio a Gallignano, San Bartolomeo a Isengo, San Bernardo a Villacampagna.
Musei 
Museo della Stampa. Si trova nella Casa degli Stampatori e vuole rappresentare la storia della stampa soprattutto incentrandosi sugli albori e sulla sua evoluzione. Trova ispirazione dalla famiglia Soncino, stampatori ebraici che diffusero nel mondo la stampa.
Museo Archeologico. Si trova nella frazione di Gallignano e raccoglie alcune testimonianze archeologiche ritrovate nel territorio
Curiosità
Nel 1118 Soncino divenne il secondo borgo franco in Italia ottenendo un proprio potere autonomo.
A Soncino morì il celebre condottiero Ezzelino da Romano.
Ancor oggi, settimanalmente, la campana della Pieve di Soncino batte un rintocco in ricordo della morte di Ezzelino. bibbia_soncino.gif
Nel 1488 venne stampata a Soncino la prima Bibbia in lingua ebraica completa dalla famiglia di stampatori ebrei che poi prese il nome di Soncino proprio dalla città dove iniziò la sua opera editoriale.
Leonardo Da Vinci nei suoi scritti annota: a Sonsino sol cermones accanto a un disegno di canali irrigui. Una probabile testimonianza di un suo passaggio a Soncino.
Dal 1548 al 1550 fu priore del convento di San Giacomo di Soncino Michelangelo Ghislieri, divenuto poi Papa Pio V e successivamente Santo. Famoso per la battaglia di Lepanto e per la sua attività di inquisitore.
Marianna de Leyva, meglio nota come la Monaca di Monza citata dal Manzoni ne "i Promessi Sposi", passò la sua infanzia a Soncino in quanto rimasta orfana venne affidata alla zia sposata al Marchese Stampa.
Altro particolare personaggio legato a Soncino attraverso la nobiltà locale è la Marchesa Luisa Casati, sposa del Marchese Casati Stampa di Soncino. Fu un eccentrico personaggio di inizio novecento che raccolse attorno a sé i maggiori artisti europei degli anni Venti e Trenta tra cui Gabriele D'Annunzio, Jean Cocteau, Filippo Tommaso Marinetti, Jack Kerouac, per i quali fu musa ispiratrice, mecenate e, spesso, amante.

 
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