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2018, addio e senza rimpianti.
Ne sono successe di tutti i colori, ai quattro angoli del Mondo.
Dalla vicenda Corea del Nord-Usa, alla guerra dei dazi, ai disastri naturali, alle vicende nostrane, e poi la Brexit che ancora non si sa come andrà a finire.
Non è mancato il terrorismo, che ovviamente non va in ferie.
Sul clima, che dovrebbe mettere tutti d'accordo, non c'è accordo e il rischio di andare a schiantarsi, non è così remoto.
Come sarà il 2019? Speriamo in un ritorno al buon senso!

 
 
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Les Crêtes PDF Stampa E-mail

Viticoltura eroica.
Potremmo iniziare così il viaggio che facciamo nel prodotto della Les Crêtes.
Fare vini di montagna, dove i terazzamenti richiedono una manutenzine continua, dove si inizia a lavorare in vigna a pochi gradi sopra zero per poi soffocare dal caldo a mezzogiorno, significa sfidare innanzitutto se stessi.titlescretes.jpg Ma chi in montagna è nato, non si fa di questi problemi, anzi, lanciare e vincere sfide  è connaturato in ogni montanaro che si rispetti
Costantino Charrière, da un po di anni ha preso in mano le redini dell'azienda di famiglia, abbandonando insegnamento e sport. Naturalmente lo ha seguito la moglie, signora Imelda.
La carriera delle figlie Elena ed Eleonora, inizia con il compito di procurare coccinelle!
Venivano cercate e prelevate nei prati di montagna, nei dintorni di Ozein a mezz’ora da Aymavilles, racchiuse in piccole scatole di cartone e rilasciate in giornata nella vigna ove avrebbero compiuto la loro opera divorando gli acari nocivi. Un ottimo esempio di educazione ambientale.
Facciamo un passo indietro, ripercorrendo a ritroso la storia di questa famiglia che è poi la storia del vino in Valle d'Aosta. vendemmia1.jpgTutto inizia con il trisnonno Bernardin Charrère, Savoiardo DOC che arriva ad Aymavilles intorno al 1750. Costruisce l’immobile ancor oggi esistente con annesse cantine e frantoio per le noci (si faceva l'olio di noce). Il bisnonno Etienne proseguì nell’attività aggiungendo la produzione di sidro assecondando la moda e aggiungendo un’ulteriore macina. Il nonno Louis costruì di seguito un mulino per macinare frumento, segale ed orzo, seguendo le richieste del mercato, dando prova di lungimiranza imprenditoriale. Queste attività di molitura ha retto fino a metà degli anni cinquanta del secolo scorso, quando cominciarono ad arrivare da fuori valle oli d’oliva e macinati. Le attività di famiglia si sono dovute quindi riconvertire, con una scelta drastica.vendemmia2.jpg
E mai scelta è stata più azzeccata. Produrre vini pregiati.
Scelte radicali in vigna e in cantina. Per meglio distinguersi Les Crêtes iniziò un’opera di personalizzazione a livello colturale (crus vinificati separatamente), commerciale (indicazione locazioni geografiche di ciascun vigneto), e storico (fedeltà ai vitigni autoctoni che avrebbero fatto grande la Valle d’Aosta come il petit rouge, il fumin, il prié rouge, il tinturier).
Un'opera di recupero dei vitigni autoctoni che altrimenti si sarebbero persi nelle montagne valdostane: la Premetta (Prié Rouge), rarissimo vitigno in via di estinzione, le cui uve sono ora vinificate in purezza secondo un protocollo innovativo in spumante metodo classico e il Fumin, altro ceppo "autoctono", salvato dall’estinzione e vinificato con risultati eclatanti, tanto da meritarsi già nel 1999 l’attenzione della critica Nazionale con “Il sole di Luigi Veronelli".
Oggi, l’azienda, di proprietà della famiglia Charrère, gestisce 25 ettari di vigneto distribuiti in sei comuni valdostani. Con una produzione annua di 230.000 bottiglie è la più grande azienda privata operativa sul territorio regionale.parok.gif
La mission della famiglia proprietaria di Les Crêtes si può riassumere con il motto "innovare nella tradizione".
L’areale produttivo, allocato nel difficile territorio di montagna, è caratterizzato da un’alta frammentazione dei vigneti ed elevate densità di impianto (8.000-9.000 piedi/Ha) dovute alle pendenze dei terreni, i cui suoli morenici e sabbiosi, costituiscono ambiente ideale per la coltivazione di numerose varietà autoctone ed internazionali.
Si hanno quindi vini dagli aromi accentuati, dovuti alla forti escursioni termiche (giorno/notte +22°C/0°C).
Le uve, vendemmiate tardivamente, sono favorite nella formazione dei precursori aromatici nel grappolo, che arricchiscono considerevolmente la componente aromatica dei vini.
I vigneti, sono gestiti nel pieno rispetto dell’ambiente, e la valorizzazione del “terroir”, sono punti focali di una filosofia aziendale dalla quale non si deroga. I trattamenti fitosanitari, in linea con i programmi europei di settore, prevedono un limitato uso di fitofarmaci.
La più ampia dimensione dei vigneti si sviluppa nella zona “Les Crêtes” di Aymavilles, dominata del Côteau la Tour, che offre la sua torre medievale, abitata sino al secolo scorso da un eremita del villaggio, oggi simbolo dell’azienda e punto di riferimento ben visibile alla sinistra dell’uscita del casello Aosta ovest, arrivando da Torino.
Le varietà coltivate sono le autoctone (Petit Rouge, Fumin, Petite Arvine, Gros Rouge, Cornalin, Mayolet, Prëmetta) e le internazionali (Pinot Noir, Chardonnay, Syrah).
In tutta la filiera produttiva aziendale, gli interventi sono realizzati con la massima attenzione e cura, nella continua ricerca della qualità.fuminok.gif
La Cantina è dotata di sala di degustazione e ampio parcheggio ed è posizionata in un sito panoramico, a 1 Km dal casello autostradale Aosta Ovest dell’autostrada per il Traforo del Monte Bianco.
E adesso finalmente parliamo dei vini degustati
Il livello è decisamente molto alto e con un rapporto qualità prezzo encomiabile.
La famiglia Charrère è la prova provata di come si possano fare vini di  gran livello a prezzi accessibili.
Non è un caso che i vini Les Crêtes, ormai vengano aprezzati sia in Italia che all'estero.
Nel nostro vagabondare, abbiamo incontrati pochi vignaioli di questo livello e che in più si sono dedicati alla riscoperta di vitigni che stavano scomparendo, giusto per fare due nomi Caprai per il Sagrantino di Montefalco e i Rapuzzi per lo Schioppettino e da ultimi questi magnifici vignaioli valdostani.
Complimenti
I vini che abbiamo degustato
Fumin Valle d’Aosta D.O.C.
vitigno
Fumin 100% , uva a bacca nera, ceppo autoctono valdostano.
zona di produzione La Tour e Les Crêtes di Aymavilles (AO). Età anni 15.
terreno Morenico, sciolto, sabbioso, in forte pendenza con esposizione nord/ovest e sud. Altitudine 650 metri s.l.m.
primo anno di produzione 1995
Bottiglie annue prodotte 5-7000 bottiglie
Superficie
 Ha sistema a Guyot; 7.500 piedi per ettaro, filari a ciglione e ritocchino. Resa 8.000 Kg/Ha
Vendemmia manuale, a metà ottobre.
Vinificazione
Fermentazione in acciaio inox (temperatura 28/30 °C.).
lbaok.gifLunga macerazione (10/12 gg.) con rimontaggi giornalieri. Affinamento di 1 anno in piccoli legni di rovere francese da 300 l.. Maturazione di 1 anno in bottiglia presso il produttore
Caratteristiche organolettiche
Colore rosso rubino con unghia violacea. Al naso fruttato (piccoli frutti del sottobosco, in particolare mora e mirtillo), spezie, cuoio e sentori vegetali. Al palato, caldo, pieno, caratterizzato da decisa e morbida una trama tannica
Abbinamenti
Salumi, zuppe, formaggi di media e lunga stagionatura (tome, fontina), carni rosse in arrosto, selvaggina, brasati.
Vino salvato dall'oblio che si presta a lungo invecchiamento. Imperdibile


Petite Arvine Valle d’Aosta D.O.P.
vitigno Petite Arvine 100%, uva a bacca bianca, ceppo autoctono valdostano
zona di produzione Champorrette e Bufferia di Aymavilles (AO) e Frissonnière di Saint Christophe (AO).
terreno
morenico, sciolto, sabbioso, in pendenza con esposizione ovest / sud . Altitudine 550-650 metri ca. s.l.m..
primo anno di produzione 1992
Bottiglie annue prodotte 35.000 bottiglie
Superficie 3,50 Ha, sistema a Guyot; impianto di 7.500 piedi per ettaro, filari a ciglione e ritocchino. Resa 1.000 Kg/Ha..
Vendemmia manuale, a fine settembre
Vinificazione pressatura soffice, fermentazione di 12 gg. in acciaio inox, (temperatura controllata di 18 °C.). Affinamento di 6 mesi “sur lies”, batônnages continui. les_cretes_esterno_04_01_2_c4d.jpg
Caratteristiche organolettiche
Cristallino, colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Al naso delicato, floreale, agrumato (pompelmo), con sentori esotici (frutto della passione). Al gusto equilibrato, morbido, persistente e di spiccata salinità caratteristica della Petite Arvine.
Abbinamenti
piatti a base di pesce, coquillage, costacei, carni in carpaccio, salumi, carni bianche e formaggi di breve e media stagionatura

Les Abeilles - Moscato Passito Valle d'Aosta D.O.P.
vitigno Muscat Petit Grain 100%, uva aromatica a bacca bianca. confezioni2.jpg
zona di produzione Vari situati nei comuni di Gressan e Aymavilles (AO). 
terreno Morenico, sciolto, sabbioso, in pendenza, esposizione Nord-Ovest e Sud. Altitudine 600-950 metri ca. s.l.m.
primo anno di produzione 2000
Bottiglie annue prodotte 2.400 (bott. 0,375 l.) bottiglie
Superficie
0,5 Ha, sistema a Guyot e Gobelet, impianto di 8000/10000 piedi per ettaro, filari a ciglione e ritocchino e a forma libera. Resa 2.500 Kg/Ha.
Vendemmia Tardiva, manuale, a novembre
Vinificazione
Pressatura soffice (appassimento uve in pianta completato in fruttaio), lunga fermentazione di 45 gg. in acciaio inox (temperatura controllata). Affinamento di 6 mesi in bottiglia presso il produttore.
Caratteristiche organolettiche
Brillante, colore giallo dorato. Complesso, al naso intenso, aromatico, speziato, floreale e fruttato (frutta secca, marmellata). Al gusto, dolce, morbido, sapido, fresco e pieno. Notevole bilanciamento acidità/dolcezza.
Abbinamenti
Pasticceria secca (tegole, torcetti, torta alle mandorle / nocciole, crostate di frutta) e formaggi come il Bleu d’Aoste e il Gorgonzola coccinellapoker.gif
 LES CRÊTES Soc. Agr. di Charrère & C. s.s.
Loc. Villetos, 50 - 11010 Aymavilles - Valle d'Aosta - Italia
Tel.: +39.0165.90 22 74
Fax: +39.0165.90 27 58

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