l'attualita'

Di Pasquale

logodipasquale.jpgQuando la tradizione dolciaria assurge a eccellenza non possiamo che raccontare di questa raffinata pasticceria di Ragusa

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l'intervista del mese

Alex Berlingheri

alexhome.jpgFinalmente Berlingheri di Agricola Vallecamonica ci racconta la sua idea di agricoltura eroica

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l'editoriale

Angela Merckel in crisi. Salta l'accordo con i LIberali e adesso o la Cancelliera fa un Governo di minoranza o si torna alle elezioni.
Il populismo di Destra avanza anche in Germania e se va in crisi il gigante tedesco, sono rogne per tutta l'Europa.
A ben pensarci i tedeschi sono gli egoisti di sempre.
Dopo aver tratto dall'Euro il possibile e l'impossibile, i Governanti tedeschi si sono resi conto che così non poteva durare e hanno aperto (poco), agli altri Paesi con politiche più condivise. Il popolo, specie sulla questione migranti, non ci vuol sentire e il risulato è l'instabilità

 
 
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La Stoppa PDF Stampa E-mail

Una volta erano Bordò, Bordò bianco e Pinò i vini della Stoppa. Il vecchio proprietario, si era divertito a impiantare vitigni francesi e aveva curiosamente italianizzato i vini prodotti. Altri tempi, di quando avevamo soggezione dei nostri cucini d'Oltralpepantaleoni.jpg
Oggi, passati gli anni non siano più in queste condizioni e grazie a persone come Elena Pantaleoni, abbiamo alzato la testa e possiamo guardare i francesi dritto negli occhi
Da una quaratina d'anni La Stoppaè passata di mano ed è di proprietà della famiglia Pantaleoni che ha razionalizzato gli impianti e rinnovato la cantina. La superfice vitata circa 30 ettari, è la metà della superfice complessiva della tenuta completamente accorpata attorno alla torre di impianto medioevale che ne è sede e fulcro.
Oggi l'azienda è condotta da Elena Pantaleoni, che con Giulio Armani ha concentrato i maggiori investimenti in vigna, gestita secondo il metodo biologico certificato dall'Ente Suolo e Salute.
Più vigna e meno cantina questo il motto che vige a La Stoppa.
Basse rese naturali, dovute all'età media delle viti e al terreno magro, qualità intrinseca dei grappoli, permettono di avere vini decisamente caratterizzati...poche le etichette, alcune legate alle uve autoctone, la Malvasia di Candia Aromatica, la Barbera e la Bonarda, altre a vitigni storicamente presenti come il Cabernet Sauvignon, il Merlot e il Semillon. Ma che qualità!stoppa.jpg
Elena Pantaleoni interpreta il terroir, accompagnando le uve nel cammino che le porta a evolvere in un vino che legga il territorio in maniera perfetta. 
E chi meglio di chi queste vigne le vive e lavora può illustrarcele?
Questa è l'autorappresentazione che Elena Pantaleoni fa di se e della sua azienda
LA STOPPA, la terra dove vivo e lavoro si confronta da lontano con il fiume Trebbia e da questo riceve aria, colori e luce.
Le piante, che hanno vita antica, danno naturalmente pochi grappoli.
 Per la storia sono uve bordolesi. Io le sento uve di questa terra, materia da cui ricavare pochi vini che rimangono nella memoria; che sono miei, della mia gente e delle nostre colline.
 Da quando mi occupo dell'azienda ho subito capito e sentito che il vino nasce nella vigna, per questo ogni mia energia è rivolta a curarla e a migliorarla.
 Uso le stesse vigne che qui esistono da più di un secolo, senza chiedere nulla di più di quello che naturalmente possono dare.
 I vini che voglio sono quelli che la storia mi ha consegnato: il passito dal colore d'ambra, i rossi che nascono dalle uve del territorio e da altre che furono portate dalla Francia come usava in Italia nell'Ottocento.
 Non voglio che queste storie siano alterate da mode che come tali passano, voglio che le mie bottiglie vivano il loro tempo, e che quando saranno colte si goda a lungo dei loro colori, dei loro sapori e dei loro profumi.
Vorrei che dentro questi vini si riconoscessero e sentissero le mie passioni e la mia terra.
Elena Pantaleoni

ageno.gifAgeno
 Il nome è un omaggio al precedente proprietario de La Stoppa, l'Avvocato Ageno che per primo ha creduto nella grande potenzialità della zona e l'ha voluta valorizzare.
Classificazione Indicazione Geografica Tipica Emilia
Varietà Malvasia di Candia Aromatica 60%, Ortrugo e Trebbiano 40%
Prima annata prodotta 2002
Agricoltura Naturale, con inerbimento spontaneo, nessuna concimazione, diserbo e pesticidi. Trattamenti di soli rame e zolfo 
Tipologia del terreno argilloso limoso
Eta' delle piante 40 anni
Sistema di allevamento Guyot semplice
Densità di impianto 2.200-4.000 piante/ettaro
Vinificazione Macerazione sulle bucce per 30 gg. utilizzando solo lieviti indigeni e senza l'aggiunta di anidride solforosa
Affinamento 12 mesi, meta' in vasca d'acciaio e meta' in barriques usate di rovere francese, due anni in bottiglia, nessuna filtrazione.
Produzione 13.000 bottiglie
Un grande vino, diciamo pure sorprendente, visto il terroir dove nasce. Grandi profumi al naso e un colore che ammalia. Ottima bevibilità

 


macchionaok.gifMacchiona
Mutua il nome da una casa colonica posta in mezzo alle vigne a bacca rossa delle varietà tradizionali dei Colli Piacentini e di questo vino che ne rispecchia fedelmente le caratteristiche.
Classificazione Indicazione Geografica Tipica Emilia 
Varieta' Barbera 50%, Bonarda 50%
Prima annata prodotta 1973
Agricoltura Naturale, con inerbimento spontaneo, nessuna concimazione, diserbo e pesticidi. Trattamenti di soli rame e zolfo 
Tipologia del terreno argilloso limoso
Sistema di allevamento Guyot semplice
Eta' delle piante 10, 30, 60 anni
Densità di impianto 4.000/6.000 piante per ettaro
Vinificazione Macerazione sulle bucce per 30 gg. utilizzando solo lieviti indigeni
Affinamento 12 mesi in botti di rovere di Slavonia da 10 e 20 ettolitri, almeno due anni in bottiglia, nessuna filtrazione
Produzione 30.000 bottiglie, 500 magnum e 100 doppi magnum
Un vino di qualità superiore che non ha nulla da invidiare ai blasonati cugini piemontesi. Un consiglio? Acquistate un magnum e dimenticatelo in cantina. Tra sette o otto anni avrete un vino da grande evento


 trebbiolook.gifTrebbiolo, Rosso
 Il vino che maggiormente identifica questa terra: versione ferma del Trebbiolo Frizzante, ottenuto dalle uve locali Barbera e Bonarda.
Classificazione Igt Emilia Rosso
Varieta' Barbera 60% Bonarda 40%
Prima annata prodotta 1988
Agricoltura Naturale, con inerbimento spontaneo, nessuna concimazione, diserbo e pesticidi. Trattamenti di soli rame e zolfo 
Tipologia del terreno argilloso limoso
Sistema di allevamento Guyot e GDC
Eta' delle piante da 3 a 20 anni
Densita' di impianto 4.000/6.000 piante per ettaro
Vinificazione Macerazione sulle bucce per circa 20 giorni utilizzando solo lieviti indigeni
Fermentazione e affinamento in vasca d'acciaio
Produzione 20.000 bottiglie

Noi, ed è colpa nostra, abbiamo sempre un po snobbato i vini di questo terroir, dobbiamo ringraziare Elena Pantaleoni e i suoi vini che ci hanno fatto ricredere. Tutto di ottima beva, ma uno su tutti l'Ageno, che può rivaleggiare con i grandi bianchi furlani.
Complimenti!!!
LA STOPPA
 29029 Rivergaro (PC)
 P.IVA 01228340335
 Tel. (+39) 0523.958.159
 Fax (+39) 0523.951.141

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