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l'intervista del mese

Ivan Rapuzzi

rapuzziivan.jpgParla Ivan Rapuzzi che con il fratello Pierpaolo, porta avanti la storica azienda fondata dai genitori: Ronchi di Cialla. Un'eccellenza internazionale

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l'editoriale

Esplosione alla Manchester Arena al termine del concerto della cantante americana Arianna Grande: secondo un primo bilancio ci sarebbero almeno 22 morti e oltre 60 feriti.
La deflagrazione sarebbe avvenuta nella zona della biglietteria.
La polizia e i servizi segreti indagano per terrorismo.
Secondo la Cnn, un uomo sarebbe stato identificato come il kamikaze responsabile della strage.
Una scia di sangue senza fine

 
 
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La Reggia di Colorno PDF Stampa E-mail

La Reggia di Colorno
Sull'area ora occupata dalla Reggia vi era una rocca costruita nel 1337 da Azzo da Correggio.
Trasformato in dimora signorile da Barbara Sanseverino, il castello, insieme ai possedimenti della famiglia, venne confiscato dai Farnese nel 1611.
Ranuccio II, nel 1660,  su istanza della moglie Margherita Violante di Savoia decise di costruire sul suolo precedentemente occupato dalla rocca di Barbara Sanseverino, l'attuale Palazzo Ducale. Il progetto fu portato a termine dal figlio Francesco Farnese con l'ausilio degli architetti  Ferdinando Galli Bibbiena e Giuliano Mozzani.reggia-di-colorno-a-drop831.jpg
Nel 1731 alla morte, senza eredi, di Antonio, il Ducato di Parma e Piacenza passò al nipote Carlo III di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese e Filippo V di Borbone re di Spagna. Divenuto re di Napoli, nel 1734 egli trasferì nella città partenopea le collezioni farnesiane.
Nel 1749 l'erede del ducato Filippo di Borbone, fratello di Carlo, affidò all'architetto francese François Antoine Carlier l'incarico di ristrutturare gli appartamenti interni del Palazzo. Dopo il 1753 il Duca si avvalse della collaborazione di Ennemond Alexandre Petitot che prgettò lo scalone prospiciente il giardino e la Sala Grande.
Alla morte di Ferdinando, figlio di Filippo di Borbone e succeduto al trono nel 1765, il Ducato di Parma venne annesso alla Francia.
Nel 1807 venne dichiarato "Palazzo Imperiale" e si intrapresero nuovi lavori di ristrutturazione. Dopo il Congresso di Vienna (1816), il Ducato venne assegnato a Maria Luisa d'Asburgo, II moglie di Napoleone, la quale fece riaffrescare alcune sale.
Dopo l'Unità d'Italia e la cessione, da parte di casa Savoia, del Palazzo di Colorno al Demanio dello Stato italiano, esso venne acquistato nel 1871 dalla Provincia di Parma.  
...e per il corpo...
La cucina parmense non dimentica il suo passato di capitale dei Farnese prima e di Maria Luigia Asburgo-Lorena (1791-1847) poi. Una cucina ricca, opulenta ma anche raffinata tanto che il modo di vivere la tavola a Parma è stato definito «raffinato e sensuoso»: gli abitanti di questa terra infatti sono dediti a tutti i piaceri della vita, fra i quali grande spazio è riservato al cibo. Protagonisti sono le paste ripiene - fra le quali particolari sono gli anolini e i tortelli alle erbette - il famoso grana, il parmigiano-reggiano e le carni bovine, suine (Parma è la capitale italiana del
colorno-palazzo-ducale-giardini-mg_4553_4_5.jpgprosciutto), di cacciagione e di animali da cortile, che vengono proposte in vario modo: arrosti e bolliti misti, veramente fastosi; fritti, polpettoni e costolette imbottite o impanate con pane grattugiato misto a grana: tutto molto abbondante, elaborato, ma anche delicato, proposto in modo da piacere anche all'occhio.
Specialità tipiche della zona sono il salame di Felino, un salame di grande qualità, la spalla di suino cotta di San Secondo, così definita perché pare abbia visto la luce in questo paese parmense dal quale poi si è diffusa in molte altre zone e il «cappello del prete», una sorta di zampone così denominato per la particolare forma triangolare che ricorda certi cappelli che un tempo usavano i preti.
Nei condimenti e nelle salse non mancano le noci e il tartufo con cui vengono cosparsi abbondantemente soprattutto i primi piatti, taglierini e gnocchi preparati in modo sempre gustosissimo.
Non possiamo però dimenticare gli antipasti formati oltre che dai salumi anche dai vari paté (al fagiano, al fegato d'oca ecc.) e le varie spume al prosciutto.

 Fra i dolci vanno ricordate come fatto di costume le creazioni di cioccolata della pasticceria Torino a Parma dove è sempre viva la memoria di due grandi personaggi: Maria Luigia duchessa di Parma (che ha dato il nome anche a un famosissimo collegio) e Giuseppe Verdi. I loro busti di cioccolata sono entrati nella storia della città.
Ma i dolci sono molti: dalla «zuppa inglese», ai «baci», al «nocino», alla «crostata di noci», all'ottima «meringata di castagne», alla «viennese al cioccolato», alla «torta all'arancio».
Ben diversa la cucina delle zone montane dove alla ricchezza subentra la fantasia con cui si usano in cucina i prodotti locali: erbe, funghi e castagne soprattutto.

 La povertà dei prodotti forniti dalle terre montane, la povertà che ha dominato la scena di questa terra fino a qualche decennio fa e la lontananza dalla cultura parmense, dall'opulenza della sua corte, hanno costretto gli abitanti delle montagne a far tesoro di ciò che riuscivano a ottenere dai prodotti del bosco e degli orti, la cui terra era strappata a fatica all'asperità della zona e dei prreggia-di-colorno_280x0.jpgati valorizzandoli al massimo. Le torte d'erbe, la lavorazione della farina di castagne (con cui si faceva tutto, dalla polenta alle lasagne, ai dolci fra i quali ricordiamo le squisite frittelle), le stesse castagne, il latte lavorato in casa, il maiale ammazzato una volta l'anno e lavorato con la massima semplicità, e i funghi, assieme a ciò che forniva il pollaio e la piccola stalla erano gli alimenti di sostentamento degli abitanti. Oggi non è più così grazie alla industrializzazione legata alle comunicazioni: ad esempio, la lavorazione dei funghi iniziata ai primi del secolo scorso ha avuto uno sviluppo notevole, tanto che oggi è fonte di ricchezza. Il fungo dominante è il boletus di crescita spontanea in boschi di latifoglie e conifere che viene messo in commercio sia fresco che conservato per essiccazione o sottolio. Nella zona (soprattutto a Borgotaro e Albarete) si può gustare cucinato in vario modo: fritto, trifolato, nel sugo di carne per condire i primi piatti, in forno con le patate (retaggio di antica povertà). Idem le torte (di erbe, di patate, di zucchine) cotte nei testi, così le frittate variamente insaporite, così i ripieni ormai tradizionali e le varie focacce sia dolci che salate. Una cucina semplice, poco condita ma gustosissima e molto apprezzata. Non mancano i prodotti caseari e derivanti dalla lavorazione dei maiali, fra i quali ricordiamo come esempio il culatello, un salume fatto con la parte più pregiata del prosciutto, a forma di pera, inserito in una rete a maglie larghe, un salume magro e morbido, di gusto dolce e delicato.
Fra i primi piatti preparati per le festività oltre ai tortelli d'erbe ricordiamo la «bomba di riso» con il piccione, il coniglio o la lepre e infine la polenta condita in vario modo: con il formaggio (una sorta di fonduta), con il sugo di funghi o in accompagnamento alla caccia, soprattutto al cinghiale.appartamento2.jpg
Ma le facili comunicazioni hanno reso possibile oggi uno scambio di usanze che hanno arricchito questa cucina che pure sostanzialmente è rimasta fedele alle sue tradizioni.
Fra i dolci oltre alle varie ciambelle ricordiamo le crostate spesso arricchite con marmellata confezionata con i frutti di bosco e la «torta di mandorle» che è entrata fra i prodotti dell'artigianato locale.

MODALITA' DI VISITA ALLA REGGIA DI COLORNO
Visita guidata obbligatoria
Percorso di visita: Piano Nobile, Appartamento Nuovo del Duca Ferdinando di Borbone e Cappella Ducale di San Liborio.
L'itinerario di visita non comprende il Giardino Storico della Reggia, aperto dalle ore 7.00 al tramonto con ingresso gratuito.
Durata visita: 70 minuti ca.

ORARI DI VISITA GUIDATA
Dicembre, Gennaio e Febbraio
Feriali solo per gruppi su prenotazione
Sabato, Domenica e festivi: 10, 11, 15, 16, 17 (inizio ultima visita)
Marzo e Novembre
Da Martedì¬ a Venerdì: 11 e 15
Sabato, Domenica e festivi: 10, 11, 15, 16, 17 (inizio ultima visita)
Chiuso: Lunedì¬ non festivo

Aprile, Maggio, Settembre e Ottobre
Da Lunedì¬ a Venerdì: 10, 11:30, 15, 16:30
Sabato: 10, 11, 15, 16, 17 (inizio ultima visita)
Domenica e festivi: 10, 11, 12, 15, 16, 17, 18 (inizio ultima visita)

Giugno, Luglio e Agosto
Da Martedì a Venerdì: 11 e 16
Sabato, Domenica e festivi: 10, 11, 15, 16, 17 (inizio ultima visita)
Chiuso: Lunedì¬ non festivo

PREZZO INGRESSO (guida compresa)

Biglietto Intero € 6,50
Biglietto Ridotto € 5,50
Ragazzi da 7 a 18 anni, adulti oltre i 65 anni, soci FAI, soci Touring Club (lo sconto è esteso ad un eventuale accompagnatore del socio), possessori card dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, studenti universitari muniti di tesserino, convenzione INCHOTELS, card Vivicamper, soci club IREN
Biglietto Ridotto Gruppi € 4,50
Gruppi composti da almeno 15 persone con prenotazione, scolaresche in visita d'Istruzione
Biglietto Omaggio
Bambini fino a 6 anni, portatori di handicap con accompagnatore, 1 accompagnatore per ogni gruppo organizzato, 2 insegnanti ogni 15 alunni in visita d'istruzione, giornalisti muniti di tesserino in corso di validità
Biglietto famiglia
2 adulti + 1 bambino fino a 14 anni di età € 13,50
2 adulti + 2 bambini fino a 14 anni di età € 18,00
2 adulti + 3 bambini fino a 14 anni di età € 22,50

Il biglietto può subire variazioni in caso di mostre o eventi straordinari

Chiusura annuale: mattino del 1° gennaio e 25 dicembre
Per informazioni:
Tel 0521 312545

mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
sito: www.reggiadicolorno.it

 
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