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Andar per funghi PDF Stampa E-mail

Dove cercare i funghi? Esistono davvero luoghi caratteristici in cui i funghi si sviluppano meglio? La risposta è sì e questi luoghi si chiamano tecnicamente ‘stazioni di crescita’. Per il cercatore, andar per funghi significa perlustrare questi punti facendosene una mappa.
I luoghi più favorevoli per lo sviluppo dei carpofori (tutta la parte del fungo esterna al terreno dal gambo al cappello) sono i boschi, che rappresentano l’ambiente più ricorrente delle stazioni di crescita.gioani.jpg
Andar per funghi significa quindi puntare soprattutto ai boschi. Non sfugge però che i boschi non sono tutti uguali. Ci sono le faggete, le abetaie, i lariceti, i pioppeti, i castagneti e via dicendo. E poi c’è il bosco ceduo e ci sono micro-zone all’interno del bosco fatte di prati e ‘stazioni areate’.
Quali sono gli habitat più favorevoli e per quali tipi di funghi
Se si parla di essenze, le cose si fanno sottili perché se è vero che tutte queste stazioni hanno un proprio ‘corteggio micologico’, cioè un tipo di funghi che prediligono quel tipo di pianta,  è altrettanto vero che si tratta solo di una ‘preferenza’. Non esiste un rigido ed esclusivo legame tra un particolare tipo di fungo e una determinata pianta.
Un porcino (inteso come Boletus edulis) lo si può trovare sotto un faggio o sotto un castagno, ma capita anche nella abetaia. Un altro fungo della famiglia dei porcini, il Boletus luteus, sta sempre sotto le conifere. Diciamo che dal punto di vista del legame stretto con le singole essenze, i funghi possono essere distinti in esclusivi, preferenziali o indifferenti.
Se invece si parla di sotto-ambienti, fitto del bosco o radura, si può certamente dire che boschi di latifoglie e di conifere sono l’habitat ideale per i porcini e i paraggi degli alberi maturi, tra le radici o nell’area della chioma, sono il punto in cui cercarli. Nel bosco basso ceduo e nelle stazioni areate va invece cercata la mazza di tamburo
Andare a funghi, se siete cercatori e non gitanti, è questione di conoscenze e di tecnica più che di fortuna. L’esame sulla carta del tipo di bosco di una zona in relazione all’altitudine e al periodo fa già capire al cercatore se ci saranno funghi e quali funghi sarà più probabile trovare.
La perlustrazione e la frequentazione dei luoghi serve poi per farsi una mappa, da tenere segreta, delle micro stazioni di crescita.

 

 
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