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Gori vini

gorihome.jpgUn imprenditore che diversifica, tornando a un amore giovanile mai sopito

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Il voto in Austria la dice chiara.
Avanza tumultuosa la Destra più estrema, il voto in Austria è chiarissimo: si somma alle recenti elezioni in Garmania. I Migranti fanno paura e le Destre Europee hanno gioco facile a raggranellare consensi. Il problema è che l'Europa non sa dare risposte, il peso dell'emigrazione grava su paesi economicamente deboli come Italia e Grecia, o su Paesi che hanno storicamente "paura" di chi viene dal Sud Est dell'Europa, vedi l'Austra con Vienna che fu addirittura assediata dai Turchi.
E poi c'è la grana Ispano-Catalana. Oggi c'è l'ultimatum di Madrid a Barcellona con una richiesta perentoria: vi considerate indipendenti o no?
Difficile capire come possa finire...certamente non bene
Malatempora currunt

 
 
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Gori vini
Prendete un industriale del ferro e dell'acciaio, che in quattro e quatt'otto diversifica e torna al mondo del vino. Una scelta di una memoria giovanile mai sopita e finalmente realizzata.
Dal ruvido Korten alla setosità del Pinot nero.
Piero Gori ci racconta di questa sua passione, che oggi è una bella realtà. Location magnifica come poche se ne vedono, accoglienza squisita, fatta di confronto e chiacchiere in libertà. Ecco in pillole, il risultato di una piacevole serata settembrinagori3-family.jpg

Come inizia il sua avvicinamento al Mondo del vino?
Sono nato e cresciuto a Nimis, poi la vita mi ha portato altrove, spesso all'estero, ma Nimis è sempre stato il mio "buen retiro". Appena ho potuto ho deciso di investire, non solo danari, ma anche e sopratutto in qualità della vita.

Lei in poco tempo ha dato gambe a un progetto molto ambizioso, profondendo denaro e passione. Facciamo il punto di questa sua avventura?
Da sempre sono abituato a prendere decisioni con serietà e professionalità. I tempi cambiano in modo sempre più veloce, ed è gioco forza adeguersi.
Comunque ho capito fin da subito che il mondo del vino, ha dei tempi suoi, che poi sono quelli della natura, delle stagioni. Io, iniziando questa avventura a cinquant'anni, la dove si poteva ho accelerato i tempi, almeno per quanto riguardava la struttura...per i vigneti, ci ha pensato quel signore dalla "barba bianca", si quello che sta lassù.gori5-300x199.jpg

Ha con se tutta la famiglia, è stata una scelta condivisa?
Agli inizi non è che tutta la famiglia fosse compatta al mio fianco, ma pian piano, l'atteggiamento è cambiato. Devo dire che oggi tutta la mia "banda" è pienamente soddisfatta, e studi permettendo i miei figli si stanno appassionando, mia mogle mi ha sempre assecondato in tutte le mie sceelte, e anche questa volta il suo sostegno si è rivelato fondamentale.

Su che vitigni ha puntato?
Siamo in Friuli, terra di grandi bianchi, io sono un rossita convinto, quindi avanti con gli autoctoni, vedi Schioppettino e Refosco dal peduncolo rosso. Ma la mia passione resta il Pinot Nero e su quello ho puntato molto: è un vitigno molto difficile, sia in campagna che in cantina. Io lo definisco un bianco vestito di nero 

A Lei si illuminano gli occhi quando si parla del Pinot Nero, un vitigno difficile da governare. A oggi quali sono i risultati?internigori.jpg
Sono decisamente soddisfatto dalla mia scelta. Le vigne sono a 300 metri SLM, godono di una ottima ventilazione e di un altrettanto ottima escursione termica.
E' il vino più venduto in azienda, anche perchè in Friuli non siamo in molti a produrlo.
Il mio obiettivo è di affinarlo per almeno tre o quattro anni prima di commercializzarlo.

Sappiamo che ha in itinere un "metodo classico" a base di Pinot Nero, a chi vuol far "concorrenza"?
Non voglio far concorrenza a nessuno, ho una mia filosofia di vita e so che la concorrenza, le sfide, aiutano a dare il meglio di se.
Avendo a disposizione Pinot Nero e Chardonnay, con l'aiuto dell'enologo Natale Favretto che da sempre ci segue, per altro grande esperto di bollicine, vorrei produrre un metodo classico all'altezza delle migliori bollicine italiane refosco.jpg

In FVG, si hanno produttori d'eccellenza internazionale, a chi si ispira, se mai ha un modello di riferimento?
Ho avuto modo di incontrare un po tutti i grandi nomi del vino del FVG, e li aprezzo, ma io sono per indole, più vicino agli "artigiani del vino", magari un po estremisti, ma che sicuramente propongono vini dalla forte personalità, senza guardar troppo alle mode

Cosa fanno e non fanno le Istituzioni, per il Mondo del vino?
Manca in FVG una strategia sinegica tra Vignaioli e Istituzioni
Tutti sanno che Bolgheri è in Toscana a poco più di un'ora da Firenze, lo stesso dicasi per Barolo e Torino...quasi nessuno sa che siamo a un'ora da Jesolo e poco più in la c'è Venezia.
Poi quando la gente arriva da noi resta sbalordita dalla bellezza del nostro terroir, fatto di natura, di borghi mediovali, con giacimenti culturali che il Mondo ci invidia, Cividale e i suoi monumenti Longobardi, tanto per citare. Spesso i nostri ospiti ci chiedono del perchè si faccia così poco, per promuvere questo terroir.
Sono stati spesi inutilmnte Milioni di Euro per difendere il vitigno Tocai..risultato, adesso dobbiamo chiamarlo Friulano. Una sconfitta apparente, io sono ben contento del nome Friulano, ci identifica come meglio non si potrebbe.
Finisce qua la nostra chiacchierata con Piero Gori, un modello di imprenditore, perennemento indaffarato.
...ma adesso che ci congediamo dovrà occuparsi di acciaio o di vini?

Mah!?
Piero Gori, prosit con il suo Pinot Nero!

Intervista del settembre 2017

 
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