l'attualita'

Di Pasquale

logodipasquale.jpgQuando la tradizione dolciaria assurge a eccellenza non possiamo che raccontare di questa raffinata pasticceria di Ragusa

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l'intervista del mese

Alex Berlingheri

alexhome.jpgFinalmente Berlingheri di Agricola Vallecamonica ci racconta la sua idea di agricoltura eroica

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l'editoriale

Angela Merckel in crisi. Salta l'accordo con i LIberali e adesso o la Cancelliera fa un Governo di minoranza o si torna alle elezioni.
Il populismo di Destra avanza anche in Germania e se va in crisi il gigante tedesco, sono rogne per tutta l'Europa.
A ben pensarci i tedeschi sono gli egoisti di sempre.
Dopo aver tratto dall'Euro il possibile e l'impossibile, i Governanti tedeschi si sono resi conto che così non poteva durare e hanno aperto (poco), agli altri Paesi con politiche più condivise. Il popolo, specie sulla questione migranti, non ci vuol sentire e il risulato è l'instabilità

 
 
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Alex Berlingheri PDF Stampa E-mail

Alex Berlingheri, ha avuto molte vite nonostante la giovane età: dai motori di cui resta comunque appassionato, alla ristorazione e infine al vino.
E far vino in un terroir quasi misconosciuto non è affar semplice. Ma chi l'ha dura la vince e a questo vitivinicoltore camuno non manca la determinazione

L'essere arrivato alla vitivinicoltura è il suo traguardo?vigne_vecchie.jpg
Penso che il vero traguardo sia lavorare sul territorio riuscendo a non rovinarlo, traendone il giusto profitto così da non abbandonarlo.
Se mi guardo intorno oggi sono quasi nulle le persone della mia generazione che si sono impegnate seriamente in agricoltura e/o turismo in Vallecamonica e quindici anni fa quando io ho iniziato praticamente non si capiva di cosa  stessimo parlando...
Le nuove generazioni qualcosa stanno percependo ma capisco bene chi si trasferisce in città; qui la strada è ancora lunga e difficile, anche per l'impiego nella ristorazione o nel settore alberghiero se non cambierà la cultura su come fare territorio insieme la vedo dura.
Tornando alla viticoltura è un settore dove trovo forti stimoli, anche creativi, da un lato non avendo un prodotto affermato le difficoltà sono enormi, dall'altro siamo ancora in fase di ricerca e ogni progetto porta a nuova sperimentazione e riscontro...posso certamente dire che gli attuali viticoltori camuni sono dei pionieri, solo gli anni a venire potranno rendere giustizia o meno al loro lavoro.
Ritengo poi che essere produttore di vino significhi fare il contadino, fare il contadino non vuol dire solo limitarsi a coltivare la vite, è importante avere un'idea generale dell'ambiente che circonda i miei vigneti, in collaborazione con i miei vicini sto integrando il mio lavoro, in alcuni punti liberi abbiamo seminato mais e patate; chi dispone di animali in autunno, inverno e primavera fino al gemogliamento può farli pascolare liberamente con vantaggi per entrambi.
L'allevatore può risparmiare in alimentazione, io pulisco il terreno da infestanti o parassiti e larve controproducenti alla mia coltura; il ciclo si chiude...chiunque fa agricoltura o allevamento capisce a differenza dell'industria gli obblighi morali verso la salvaguardia dell'ecosistema.      

Ha ottentuto risltati più che lusinghieri in un terroir difficile, poco bazzicato da giornalisti ed enoturisti, ma non poteva scegliere un altro luogo dove fare vini?
Fare Vino significa investire e progettare a lungo termine, in Valle significa minimo un tempo doppio...
Detta così sarebbe meglio pensare ad un'altro posto ma la mia identità è qui in Vallecamonica e senza identità ti mancano le radici per dare il massimo ogni giorno.

Ci racconti di questo suo attaccamento alla Vallecamonica...
Sono un'uomo di montagna, con il tempo l'ho capito sempre di più...le montagne che mi circondano fanno parte della mia vita.
Quando devo pensare o prendere decisioni importanti salgo in quota a piedi o con la moto da tr
nautilusok.gifial, nella quiete delle mie creste ritrovo l'equilibrio perfetto. 

E adesso ci parli dei suoi vini
La materia uva la vivi stagione dopo stagione, ci vuole un'intero anno per arrivare alla raccolta e anche 5 o più anni per arrivare al vino "quasi" stabile in bottiglia.
Produco tutte le tipologie perchè mi piace, mi arricchisce di conoscenza che travaso a prescindere dal colore della bacca; in questo modo ho imparato a lavorare senza schemi.
Tratto i bianchi come i rossi senza limiti mentali, ho capito che grazie a questo riesco a condurre la mia produzione dove voglio, con una mia identità ed un'unico filo conduttore che si percepisce nei miei vini.
Il passito è un mondo a parte, non sai mai dove ti porterà perchè il gioco lo conduce lui, è figlio della stagione sia in pianta che in appassimento, il mio intervento è davvero limitato...posso solo ascoltarlo.

Il suo vino più noto è il Nautilus, come le è nata l'idea di fare un blanc de noir e di affinarlo nel Lago di Iseo?
Se devo essere sincero lo spumante non avrei mai pensato di farlo, è un tipo di prodotto che piace alla maggioranza delle persone con discreti consumi, senza infamia ne lode sono tutti buoni e riescono bene alla maggioranza delle cantine...per il mio modo di pensare un vino troppo standardizzato.
Questo fino a quando ho avuto la fortuna di ricevere in gestione un vigneto storico in collina, piantato a biotipi o varietà locali da sempre...qui è scattato il colpo di fulmine.
Ci sono arrivato per gradi, le uve in parte le conoscevo, con altri vigneti similari posti nel fondo valle produco da sempre il mio primo vino "Ciass Negher"; per l'acidità elevata e la bassa produzione di alcol tecnicamente il risultato sarebbe stato possibile.
Nessuno mai ha vinivicato in bianco queste uve, ancora meno pensato ad una base spumante, posso definirlo un salto nel buio ponderato e stimolante...certamente l'eta media delle piante di 70 anni, con alcune addirittura secolari ha fatto il resto perchè la mineralità di radici così profonde solo la natura può donartela.
Il lago è venuto di conseguenza, non disponendo di cantina adatta con temperatura costante ho dovuto cercare un'alternativa, la Vallecamonica con lo scorrere del fiume Oglio si fonde nel Lago d'Iseo...non ho avuto dubbi, era il posto giusto per affinare un vino completamente figlio del territorio. 
  
Sappiamo che presto Nautilus avrà un "fratello". Vuole raccontarcelo?
Questo è un nuovo progetto a cui sto lavorando da anni, figlio della nuova viticoltura iniziata dopo il disciplinare IGT redatto nel 2003; verrà integrato nei prossimi anni da sperimentazione che sto effettuando con vitigni resistenti, vitigni liberi da ogni forma di trattamento chimico, capaci di autocurarsi in caso d'infezioni.
La montagna è al centro dell'attenzione sia per la tipologia dei vitigni utilizzati che per l'affinamento di questo spumante che avviene in quota a 1930 metri s.l.m. all'interno del Parco Adamello nelle profondità del Lago d'Aviolo.
Condizioni estreme sia d'altezza che di temperatura, un vino estremo che si chiamerà per l'appunto ESTREMO.

Sta finalmente ottenendo giudizi trisalex.giflusinghieri sulle guide specializzate, quanto contano, per chi come lei fa vitivinicolura di montagna?
Le guide sono una gratificazione, certificano il tuo impegno e ti fanno capire che stai lavorando nella direzione giusta; anni fa erano più di moda ed influenti verso il pubblico, ti aiutavano a vedere.
Oggi per gli addetti ai lavori rimangono un punto fisso importante, ristoratori e distributori ne tengono conto, se vuoi crescere devi fare il meglio per esserci.

Se mai dovesse incontrare il Ministro Martina, cosa avrebbe da chiedergli?
Senza polemica alcuna vorrei chiedere cosa pensa dei prodotti italiani oggi non prodotti più in Italia, del perchè gli Italiani fanno fatica ad esportare mentre l'agroalimentare Italiano viene sempre più copiato.

Perchè non siamo competitivi?
Perchè noi stessi importiamo quello che già produciamo. Penso al settore caseario e alla produzione ortofrutticola, oggi molti vanno "avanti" ricavandone poco più delle spese. 

Progetti futuri?
Mi piacerebbe contribuire allo sviluppo agricolo-turistico valligiano, già ho messo impegno con il poco tempo disponibile in questi anni, devo dire con scarsi risultati.
Pochi fanno questo lavoro in  modo professionale e ancor meno lo fanno come professione, di conseguenza l'approccio mentale è molto diverso; bisogna rendersi conto che impostare un sistema di produzione industriale in Vallecamonica forse non è la scelta più saggia.
In campagna ed in cantina l'evoluzione è continua, la cura dei dettagli, le varietà resistenti, le varietà autoctone ancora in studio, la riduzione degli interventi invasivi a favore di quelli naturali, le vinificazioni che rispettano la materia; tutto può migliorare, sono convinto che meno si interviene e meno si snatura il vino.
Ritengo indispensabile avere un prodotto pulito, corretto e senza evidenti difetti ma non per questo un vino senza identità, senza carattere insomma un vino nato già morto.

Idee chiare e determinazione, questo si ricava dalle parole di Alex Berlingheri, un vignaiolo amico, colto, che seguiamo da anni e che ci riserva sempre positive sorprese

 
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