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Vignai da Duline

logogiallo.jpgUn libro, un vino e un puzzle di vita vissuta. In libreria e in cantina

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l'intervista del mese

Terre del Faet

logodriusok.jpgAndrea Drius, il vignaiolo del FVG che crede nel "Friulano", come vino identitario del Collio

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l'editoriale

Arrestato Igor, il killer di Budrio
Fine della fuga: Igor il Russo, rincorso dalle forze dell'ordine di mezza Europa, è stato arrestato ieri in Spagna al termine di un conflitto a fuoco con la Guardia Civil, da sempre in contatto con i carabinieri.
Inseguito da mesi con uno spiegamento di forze dell’ordine senza precedenti, l'uomo sembrava essersi volatilizzato. Il serbo, aveva seminato il terrore nelle zone fra la provincia di Bologna e Ferrara: è accusato degli omicidi del barista di Budrio, Davide Fabbri e della guardia volontaria Valerio Verri.
Un lavoro immenso quello da parte delle forze dell’ordine (sia a livello nazionale che europeo) hanno portato alla cattura  del pluriomicida di Budrio. La polizia scientifica italiana è stata interessata dalle autorità spagnole per le procedure d’identificazione dell’uomo. Identificazione avvenuta e positiva. Durante il suo arresto sono morte altre tre persone: due militari e un civile

 
 
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Andrea Drius, vignaiolo in FVG
Mi presento sono Andrea Drius e sono il proprietario o meglio il tutto fare di una piccola azienda nel cuore del Collio, a Cormòns e più precisamnete in zona Pradis e sottozona Faet, proprio come ricordo anche in etichtta.
Sono probabilmente una delle aziende più giovani della nostra zona anche se vengo da una realtà contadina.

Come lasce la sua passione per la vitivinicoltura?
La mia avventura nel mondo del vino inizia fin da bambino perchè entrambi i nonni erano viticoltori o meglio contadini e sono cresciuto
sempre a contatto con questo mondo.

andrea_drius.jpg La grande passione per la vigna prima che per il vino è iniziata quasi per caso quando nel 2008 quando è venuto a mancare il nonno ed ho inziziato a tempo perso ad occuparmi dei 2 ettari di vignato coltivati quasi interamente a Tocai Friulano.
Velocemnete è cresciuta la mia passione e il mio attaccamento al lavoro in campagna e al mondo del vino, cosi dopo i primi anni in cui mi sono
concentrato solamente sulla produzione dell'uva destinata alla vendita ho deciso di provare anche a vinificare le uve prodotte.
Nel 2012 dopo un paio di anni di prove di vinificazione sono uscite le mie prime bottiglie con l' etichetta Terre del Faet ed è iniziata in modo concreto la mia avventura come vignaiolo

Nonostante la giovane età, lei ha ormai acquisito una notevole esperienza, nel mondo del vino. Era, o meglio è come lo aveva immaginato?
Non parlerei di grande esperienza perchè sono veramente agli inizi.
Ho avuto la grandissima fortuna di trovare intorno a me amici ancor prima che produttori che mi hanno dato una grande mano e mi hanno permesso in molti casi di evitare qualche errore ed accorciare un pò i tempi nella mia crescita.
Questa crescita continua giorno dopo giorno anche grazie al continuo confronto con altri giovani colleghi con i quali condivido esperienze e considerazioni su argomenti piu tecnici riguardanti campagna e vinificazione, ma soprattutto su idee e progetti che coinvolgono la crescita della nostra meravigliosa terra che merita di tornare alla ribalta come lo era fino a qualche tempo fa.
Non avevo un idea precisa sul mondo del vino, ma credo che sia per me la strada giusta da perseguire perchè nonostante sia una scelta di vita ancor prima che un lavoro non mi riesco a immaginare a fare altro.
E' un lavoro difficile, ma veramente molto affascinante ed unico. 

Cosa è cambiato da quando lei ha iniziato?
Sembra assurdo ma in pochi anni sono cambiate moltissime cose.
Inanzi tutto la burocrazia è in continua evoluzione, si parla sempre di semplificare, ma in realtà le ore e l impegno destinato "alle carte" è sempre in crescita.
In pochio anni è stata stravolta la gestione delle aziende vitivinicole da Registri Telematici ( ancora non si sa bene come gestirli) dalle concessioni al impianto di nuovi vigneti, dalla gestione del lavoro occasionale e mille altre cose.
Come vignaiolo vorrei solamente dedicare le maggior parte delle mie energie nella produzione dell'uva e del vino ma non sempre e possibile.
Stanno cambiando molte cose anche a livello di correnti ed idee nel mondo del vino.
I vini autoctoni per fortuna stanno finalmente crescendo e questo permette di andare a conoscere quello che è il vero "gusto" di una zona di produzione che normalmente non è legato solo al vino, ma anche al connubio con i piatti tipici e con la storia di un territorio.

terre-del-faet-w_2aac307d-69c3-4861-be45-189d1ea8ae00.jpg Anche la sostenibilità nella produzione e la maggior attenzione sulle tecniche di coltivazione e vinificazione stanno inziando a fare la differenza nella scelta dei consumatori, sicuramente questo è un aspetto positivo però in alcuni casi si sta vivendo quasi una degenerazione nella valutazione di un vino, la bontà di un vino deve sempre rimanere il primo criterio nella sua valutazione.

Oggi, com'è lo Stato dell'arte nella vitivinivoltura friulana?
E' un tema che mi tocca particolarmente .
La viticoltura Friulana è in un momento di stallo, alcune zone come la mia del Collio sono ancora un pò ingessate e legate ai successi passati, però si percepisce una grande volontà di crescita e forse la nuova generazione di viticoltori a breve sarà pronta a prendere in mano il proprio futuro, anche perchè ci sono tutte le condizioni giuste per poterlo fare.
C'è una grande spaccatura tra le zone collinari dove si sta cercando di trovare una propria identità, legata a produzioni di qualità e tradizione e la parte pianeggiante dove per motivi economici e commerciali si sta vivendo a una crescita continua di Prosecco e Pinot grigio, questi sicuramente non sono vini da denigrare, ma allo stesso tempo non potranno mai essere vini
che rendono grande la nostra Regione.
 Tornando al Collio siamo proprio in un momento in cui si puo scegliere di attendere oppure di fare le cose in grande per rilanciare una zona che certamente merita.
Sulla volentà di crescere come zona siamo tutti d accordo, ma sto vedendo la paura al momento delle decisioni .
C'è bisogno di fare scelte difficili ma importanti per il futuro, abbiamo biosgno di trovare un obbiettivo ed un vino comune che ci permetta di andare in giro per il mondo e parlare tutti insieme del nostro territorio e della nostra storia.
In questo momento non c'è un vero vino che rappresnti il Collio, c'è chi punta sugli autoctoni chi su un internazionale o un altro, la grande varietà di vini prodotti è una grande ricchezza, ma anche un freno.
Bisogna scegliere un vino che possa essere un vino unico al mondo e che nella mente del consumatore riporti subito alle nostre colline.
Io credo che la scelta più semplice e più scontata sia l'unica valida, abbiamo un vino che rappresenta il nostro territorio e che lega tutte le aziende ed è il Tocai Friulano o ancor meglio il Tocai Friulano di 20-30 anni fa, quando insieme al Tocai c era sempre una piccola parte di Malvasia istriana e Ribolla, questo vino adesso sarebbe un COLLIO e puntando su questo vino
tappi.jpgpotremmo portare in giro per il mondo ancor prima che una semplice bottiglia un territorio e una storia.

...e quello della sua azienda?
Come per la mia zona anche la mia azienda è davanti ad un bivio.

 Personalemente ho deciso che sia giunto il momento di fare un pò di investimenti per ampliare cantina e sala degustazione e sono i primi investimenti importanti che mi accingo a fare, alcuni spese forse sono anche un po azzardate, ma sono contento e convinto di affrontarle.
Sono abbastanza sereno perchè in questi anni un passo alla volta anno dopo anno sto crescendo e questo mi da entusiasmo e convinzione, spero solo di non fare il passo più lungo della gamba.
Ci racconti del suo Friulano, che rappresenta la punta di diamente della sua produzione...
Come avrete capito credo molto nei vini storici di un territorio, credo che questi vini rappresentino il gusto di una comunità ed è una cosa importante.
Quasi il 70% della mia produzione è Tocai Friulano, adesso chiamato solo Friulano (purtroppo) e deriva da vecchi vigenti di 50-60 anni.
Storicamente in vigneti molto vecchi alternati alle viti di Tocai c'erano sempre alcune viti di Malvasia Istriana e nel mio caso di Pinot Bianco, ed il tutto veniva vendemmiato e vinificato insieme.
Io invece vendemmio separatamente la Malvasia Istriana ed il Pinot bianco e faccio poche bottiglie in purezza di questi vini, nei miei vigneti è presente il Pinot Bianco e non la Ribolla Gialla perchè Pradis era una zona storicamente adatta al Pinot Bianco ed essendo una delle colline più calde del Collio invece la Ribolla non era cosi presente .
Cerco di produrre un Friulano il più tipico possibile, ho la fortuna di avere un territorio e un terreno unico e dei vigneti molto vecchi che ne esaltano le caratteristiche e la tipicità e quindi cerco solamente di assecondare nel migliore dei modo tutto questo.

 La caratteristica principale del Friulano è la grande duttilità, si può bere come aperitivo, ideale con gli antipasti e non disdegna di accostarsi a primi e anche secondi piatti facendo sempre la sua bella figura.
Da noi si dice " chi beve Tocai non sbaglia mai" ed è un detto veramente azzeccato.
E' un vino non prettamente aromatico, dalla bassa acidità, ma ha una struttura, una complessità e una mineralità che lo rende unico tra i vini bianchi.

Oggi dopo anni di impegno personale e investimenti, è convinto della sua scelta?
Si direi prorpio di si.
Come dicevo è una scelta di vita, ma una scelta di vita che tornerei sicuramente a fare.
Soprattutto lavorare in campagna mi appassiona moltissimo e allo stesso tempo riesce anche a rendermi sereno.

Che prospettive vede per lei e il suo lavoro?
Il vino è stato uno dei settori che meno di altri ha vissuto la crisi, anche se ha toccato tutti.
Per il vino in generale le prospettive di crescita in un mercato globale sono notevoli, le zone adatte alla coltivazione della vite non sono cosi estese al mondo mentre i mercati che si stanno appassionando e stanno conoscendo il vino sono in continua espansione.
Per quando riguarda la mia zona, sono positivo, sicuramente ci sono margini di crescita, se troveremo un modo di lavorare compatti e di parlare di territorio, la crescita potrebbe essere veramente molto importante.
friulanodrius.gif

Prossimi obiettivi?
Come obbiettivi concreti sicuramente ho chiudere i miglioramenti strutturali all'azienda ed inserire un nuovo vino che sarà un COLLIO bianco.
Sul Collio Bianco sto lavorando da qualche anno e per me sarà una piccola selezione di Tocai Friulano e una piccola parte di Malvasia Istriana, se si sceglie di fare un vino che porta in etichetta il nome del territorio deve essere un vino importante.
Mi piacerebbe sicuramente anche continuare a crescere leggermente con i numeri e allargare la mia rete vendite trovando nuove zone sia in Italia che all' estero, ma questo è un obbiettivo comune di qualsiasi aziena.
Per gli obbiettivi riguardanti il Collio spero veramente che ci sia una svolta, c'è bisogno di unità e di scelte forti per diventare nuovamente grandi.

Cosa fanno o non fanno le istituzioni per piccole aziende simili alla sua?
Su questi aspetti sono un po in difficoltà, il mondo agricolo è sicuramente più fortunato rispetto ad altri settori, ma per le piccole realtà gli aiuti non sono molti.
C'è da dire che qualche aiuto è disponibile, ma molte volte gli iter per le concessioni di contributi o aiuti sono cosi complessi e onerosi che in molti nemmeno ci provano, e per chi non demorde ci sono anni di attesa, tante ore di lavoro e molti costi nella speranza di ottenere qualcosa.

...e cosa dovrebbero fare?
Quello che chiede chi fa il mio mestriere è solamente di poterlo fare in modo tranquillo, di concentrare le energie sulla parte produttiva e di comunicazione.
Qualsiasi semplificazione reale del carico burocratico, dalla gestione dei registri alla trasparenza nei controlli in cantina sarebbero veramente un grandissimo aiuto.

 
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