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Arrestato Igor, il killer di Budrio
Fine della fuga: Igor il Russo, rincorso dalle forze dell'ordine di mezza Europa, è stato arrestato ieri in Spagna al termine di un conflitto a fuoco con la Guardia Civil, da sempre in contatto con i carabinieri.
Inseguito da mesi con uno spiegamento di forze dell’ordine senza precedenti, l'uomo sembrava essersi volatilizzato. Il serbo, aveva seminato il terrore nelle zone fra la provincia di Bologna e Ferrara: è accusato degli omicidi del barista di Budrio, Davide Fabbri e della guardia volontaria Valerio Verri.
Un lavoro immenso quello da parte delle forze dell’ordine (sia a livello nazionale che europeo) hanno portato alla cattura  del pluriomicida di Budrio. La polizia scientifica italiana è stata interessata dalle autorità spagnole per le procedure d’identificazione dell’uomo. Identificazione avvenuta e positiva. Durante il suo arresto sono morte altre tre persone: due militari e un civile

 
 
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Caos CC PDF Stampa E-mail

Firenze, bandiera del Reich in caserma: doppia denuncia per il carabiniere
Il militare, 24 anni, aveva appeso anche un'immagine di Matteo Salvini armato con un fucile mitragliatore.
La procura militare apre un'inchiesta: «Ma il reato forse è ordinario»
FIRENZE
Quando l’ha vista, quasi per caso, ha pensato a un miraggio metropolitano. Un abbaglio provocato dallo stress del cronista sempre a caccia di notizie.
Da una finestra della caserma Baldissera che ospita il VI Battaglione carabinieri Toscana, a due passi dalla sinagoga di Firenze, s’intravedeva una bandiera del Secondo Reich, oggi diventata uno degli odiati simboli di propaganda dei naziskin in tutta Europa (qui le foto).
Così Matteo Calì, 35 anni, giornalista e blogger del sito ilfirenze.it, ha imbracciato la videocamera con zoom, si è avvicinato alla caserma e ha filmato la scena.
«E ho scoperto che, oltre alla bandiera del Reich, in quella stanza si trovava anche un’altra immagine choc: un foto del leader della Lega, Salvini, che imbraccia un fucile mitragliatore accanto a una sciarpa della Roma — racconta Calì —, così dopo aver verificato la notizia chiamando i carabinieri della stessa caserma, ho pubblicato tutto sul sito».
In realtà “quella stanza” altro non era che una camera di un giovane carabiniere, poco più di vent’anni, da poco in servizio. La bandiera e l’immagine di Salvini con il mitra c’erano davvero e il militare è finito immediatamente sotto accertamento disciplinare.
Aperta un’indagine (ma il problema è culturale)
Il militare è stato inoltre denunciato alla procura militare e a quella ordinaria perché potrebbero essere ravvisati reati di carattere penale.
Il procuratore Marco De Paolis ha confermato di aver aperto un’indagine. «Probabilmente non è stato commesso nessun reato militare, ma c'è un problema disciplinare e un grande problema culturale — ha detto il magistrato che in passato ha indagato anche sulle stragi naziste durante la Seconda Guerra Mondiale in Italia e ha sostenuto l’accusa contro ex SS – comunque ho dato disposizioni affinché si verifichi se invece vi siano gli estremi per configurare un qualche reato».
Secondo il procuratore De Paolis, infatti, il «reato di esporre un vessillo che evochi il nazismo vale per i civili e non specificamente per i militari» e dunque il carabiniere «potrebbe essere indagato dalla procura ordinaria ma non da quella militare».
Infine, durante un’intervista a Radio Rai, ha aggiunto che «la questione è capire cosa significa un simbolo del genere, soprattutto per un militare, credo che ci sia da interrogarsi sulla formazione culturale dei giovani prima e dei militari poi».
Chi sapeva?
L’inchiesta interna stabilirà chi nella caserma, dove oltre al VI Battaglione si trovano gli uffici del comando regionale dell'Arma, fosse a conoscenza dell’affissione della bandiera e del poster fotomontaggio con il leader della Lega. «Perché da fuori bastava alzare gli occhi per vederla – spiega il Blogger – e, anche se non ci sono mai stato, credo non fosse difficile individuarla anche per chi dormiva o lavora in quella caserma». Nella stanza dove dormiva il carabiniere, 24 anni, tifoso della Roma, sembra dormissero altri tre militari che però sono estranei ai fatti. Le indagini cercheranno anche di capire in che modo il militare sotto accusa si sia procurato la bandiera e se avesse acuto rapporti con frange di estrema destra.
Il caos nell’Arma
La notizia ha fatto scoppiare un putiferio. Non solo alla Baldissera, caserma storica fiorentina che si trova da un lato sui Lungarni e da un altro sui trafficatissimi viali di circonvallazione, ma anche a livello politico e istituzionale. La ministra della Difesa Roberta Pinotti ha chiesto al comandante generale dell'Arma, il generale Tullio Del Sette, chiarimenti rapidi e provvedimenti rigorosi verso i responsabili di un gesto così vergognoso. «Perché la Repubblica e la Costituzione si fondano sui valori della Resistenza e sulla lotta al fascismo e al nazifascismo – ha spiegato la ministra —. Chiunque giura di essere militare lo fa dichiarando fedeltà alla Repubblica, alle sue leggi e alla Costituzione. Chi espone una bandiera del Reich non può essere degno di far parte delle forze armate e dunque dei carabinieri essendo venuto meno a quel giuramento».
Le reazioni politiche
La vice-gruppo alla Camera di Forza Italia, Mariastella Gelmini, ha definito il gesto «un’offesa ai cittadini e alle forze dell’ordine», mentre il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, ha chiesto alla ministra Pinotti «di riferire in Parlamento su questo altro e nuovo episodio che coinvolge esponenti dell'Arma». Un mese fa vi fu grande imbarazzo alla presentazione organizzata dal ministero della Difesa del calendario storico dell'Esercito nel salone d'onore dello stato maggiore. Qualcuno intonò «Giovinezza», canzone composta prima del fascismo ma diventata uno degli inni del Ventennio.
Non dimentichiamo che i vertici dell'Arma della Toscana sono sotto inchiesta per l'affaire "Babbo Renzi" e inchieste collegate

 
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