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Se ne è andato dopo una linga malattia Gilberto Benetton,la mente finanziaria della famiglia, che ha sdoganato i colori nella maglieria accessibile a tutti.
Non amava la maglieria, ma la finanza. Opera sua la diversificazione delle attività di famiglia, con il rilancio di Autogrill, che ora è un colosso mondiale.
Idem con l'ingresso i Autostrade, che ha portato importanti profitti, con un inciampo terribile come il crollo del Ponte Morandi a Genova.
E adesso che faranno i Benetton?
Difficile diro!!!

 
 
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Vignai da Duline PDF Stampa E-mail

E' un vino paesaggio
Pratiche e teorie di un vignaiolo planetario in Friuli
Un metatesto che mette in fila, passo dopo passo, la pratica agrofilosofica dei Vignai da Dulinevinopaesaggio.jpg
Un libro colto, forse fin troppo, che si compiace del suo esser ben scritto e che incornicia i postulati dello stare insieme nella vita e nel lavoro di Federica Magrini e Lorenzo Mochiutti.
La loro è stata una scelta maturata pian piano, lentamente, con tutte le giravolte intelletuali e umane che hanno coinvolto chi negli anni 80' e '90 del secolo scorso si affacciava al mondo.
Un Mondo dove con il crollo delle ideologie e l'avanzare prepotente del "privato", si vivevano grandi contraddizioni, sociali ed umane.
Un mondo confuso, che sopratutto alla periferia dell'Impero rendeva di frontiera ogni sussulto di vitalità.
E di "frontiera"  è necessario parlare...siamo in Friuli che frontiera è stato per secoli.
"Homo faber fortunae suae", sembra si siano detti Federica e Lorenzo, quando hanno messo nel cassetto ottime Lauree, per sporcarsi le mani con Santa Madre Terra.
Un approccio che il libro rende bene dove le voci di Federica e Lorenzo raccontano il loro peregrinare intellettuale per uscire dalla contraddizioni di quegli anni.
Poi tutto si illumina, con la prima soluzione a un rebus: cos'è un paesaggio? naturale o artificiale, addomesticato?
I Vignai propendono per la seconda parte del rebus. Addomesticato cum juicio.
La naturalità della vigna è opera dell'uomo e il vino che ne risulta anche...basta che sia rispettoso delle tradizioni, dell'ambiente che esprime l'homo faber che lo produce.gialloditocai.gif
Si lavora in vigna, che senza uve sane, non c'è buon vino. Ma si lavora senza forzare niente potando poco o nulla, lasciando i tralci-liana liberi di esprimersi.
Certo l'uva magari sarà meno, ma sarà un'uva libera, poco o nulla condizionata da interventi esterni.
Questo è l'artificiale più naturale possibile, secondo l'agrofilosofia dei Vignai.
I "nostri" Federica e Lorenzo, costruiscono isole enoiche felici, che danno vini felici, che altro dire di più?!
Parlare dei loro vini diventa un esercizio quasi ozioso. Sono vini sapienti, superlativi.
Abbiamo avuto un Gialloditocai, lo berremo a Natale e sarà un Santo Natale.
Prosit

 
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