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l'editoriale

2018, addio e senza rimpianti.
Ne sono successe di tutti i colori, ai quattro angoli del Mondo.
Dalla vicenda Corea del Nord-Usa, alla guerra dei dazi, ai disastri naturali, alle vicende nostrane, e poi la Brexit che ancora non si sa come andrà a finire.
Non è mancato il terrorismo, che ovviamente non va in ferie.
Sul clima, che dovrebbe mettere tutti d'accordo, non c'è accordo e il rischio di andare a schiantarsi, non è così remoto.
Come sarà il 2019? Speriamo in un ritorno al buon senso!

 
 
Carla Bocchio PDF Stampa E-mail

Carla Bocchio, una Franciacortina che pensa local e si muove global
Certo che la Franciacorta è piena di sorprese, eccone la prova
Come è arrivata ad occuparsi di import export di vini?
Dalla mia passione per le lingue straniere. Ho una laurea in lingue e letterature straniere e ai tempi dell'università ho svolto qualche traduzione per una casa editrice. Un giorno mi sono trovata a tradurre un articolo di enologia dal francese all'italiano. L'argomento mi era praticamente sconosciuto per cui ho dovuto studiare alcuni punti chiave della materia. Subito mi sono appassionatala e ho deciso di approfondire la mia conoscenza. Ho poi svolto alcuni servizi di guida enologica in Francia: Bordeaux, Bourgogne, Champagne, accompagnando professionisti del settore, produttori, importatori, distributori di vino italiani che mi hanno coinvolta in importanti progetti
Sappiamo del suo amore per i piccoli produttori francesi. Da dove nasce questa passione?cadelmondo.gif
Dai piccoli produttori (non da tutti naturalmente) trovo qualità e carattere dei vini in più ci sono un aspetto artigianale e una dimensione agricola che ammiro
Lei promuove all'estero alcune piccole aziende vitivinicole italiane. Quali sono i criteri delle sue scelte?
Mi attengo sempre agli stessi criteri: massima qualità, carattere riconoscibile dei vini, giusto prezzo, armonia di relazioni umane
Dalla sua esperienza come viene percepito il vino italiano all'estero?
I nostri vini vengono percepiti con grande simpatia sia nei confronti dell'Italia e quindi anche i vini...c'è molta voglia di approfondire la conoscenza e ascoltare il racconto dei nostri territori
Cosa manca alle aziende vitivinicole italiane per saten_vignadorata.gifcompetere con i cugini francesi?
Può competere chi sa creare un'identità di territorio e di stile forte e chiara, ovunque, in Italia e all'estero
In molte zone di produzione in Italia, manca un pò di storia
Concorda con noi che soffriamo di comunicazione...le nostre aziende, specie se piccole hanno siti obsoleti, poco aggiornati e spesso solo in italiano?
Vero. Però molte aziende, anche le più reticenti se ne stanno rendendo conto e iniziano ad attrezzarsi
Dulcis in fundo, ci indichi qualche azienda con la quale collabora che possa interessare i nostri surfer
Le indico alcune aziende italiane:
Vigna Dorata Franciacorta - Lombardia
Piancornello Montalcino- Toscana
Col del Mondo Collecorvino - Abruzzo
Roccolo Grassi Valpolicella - Veneto
Poche parole, ma concetti ben precisi.
Onore a chi come Carla, promuove le eccellenze dei vini indipendentemente dalla provenienza e dal compito prezioso che si è assegnata, di dedicarsi ai piccoli produttori che poi sono il tessuto connettivo dei terroir

 
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