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2018, addio e senza rimpianti.
Ne sono successe di tutti i colori, ai quattro angoli del Mondo.
Dalla vicenda Corea del Nord-Usa, alla guerra dei dazi, ai disastri naturali, alle vicende nostrane, e poi la Brexit che ancora non si sa come andrà a finire.
Non è mancato il terrorismo, che ovviamente non va in ferie.
Sul clima, che dovrebbe mettere tutti d'accordo, non c'è accordo e il rischio di andare a schiantarsi, non è così remoto.
Come sarà il 2019? Speriamo in un ritorno al buon senso!

 
 
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Hiperico Sardo PDF Stampa E-mail

Una recente ed interessante ricerca ha permesso di individuare in una particolare pianta, una molecola che pare sia in grado di bloccare i primi che causano la replicazione del virus dell’ HIV. Si tratta della pianta hypericum scruglii, la quale come già detto pare contenga una sola molecola che sia in grado di bloccare quegli enzimi che permettono  La replicazione del virus dell’ HIV. È una specie vegetale endemica ed esclusiva degli altopiani carbonatici della Sardegna e pare come già detto che sia in grado di bloccare la formazione di due enzimi chiave del virus dell’ HIV-1 e quindi la replica del virus stesso grazie ad un metabolita. hiperico.jpgQuesta interessantissima scoperta è stata fatta da un’ equipe multidisciplinare dell’università di Cagliari che è formata da biologi e virologi del dipartimento di scienze biologiche e ha dato origine allo studio sull’ hypericum scruglii, appartenente alla famiglia degli hypericaceae, ambito delle piante officinali utilizzate nella medicina Popolare.
Nello specifico l’Hypericum scruglii è localizzata in aree ristrette della Sardegna, Ogliastra e Sarcidano (in provincia di Oristano) dove ci sono calcari mesozoici. Più nello specifico i ricercatori pare siano riusciti ad isolare il laboratorio dei composti o principi attivi, scoprendo che questi riescono a bloccare gli enzimi che permettono La replicazione del virus dell’ HIV.
È facile capire che si tratta di una ricerca molto importante, che ha delle implicazioni future piuttosto interessanti proprio perché attraverso le ulteriori analisi di laboratorio che serviranno ad ottimizzare ed anche potenziare le molecole a definire i dosaggi ed escludere eventuali tossicità, potrebbe portare alla realizzazione di un farmaco che può andare a sostituire l’attuale mix di medicinali che vengono utilizzati proprio per trattare il virus dell’ HIV. Nello specifico sembra che la molecola individuata sia piuttosto innovativa, perché permette di poter agire su diversi fronti contemporaneamente puntando anche alla riduzione dei farmaci utilizzati nella cura della malattia.
“La molecola è in grado di inibire in vitro la trascrittasi inversa e l’integrasi dell’immunodeficienza umana di tipo 1 e si è dimostrata in grado di inibire anche la replicazione del virus in colture cellulari“, spiega la virologa e ricercatrice di microbiologia, Francesca Esposito. Intervenuta anche Cinzia Sanna ricercatrice di botanica farmaceutica la quale ha dichiarato che questo composto non era mai stato isolato prima di questo studio. “Abbiamo visto che le piante endemiche, anche grazie all’isolamento, sono in grado di produrre composti originali. Questo progetto sta andando avanti da 8-9 anni sulle piante della Sardegna e abbiamo saggiato ad oggi 20-25 estratti di specie endemiche. Alcune si sono dimostrate attive sull’Hiv: questa è una di quelle più interessanti”. Ricordiamo che il virus dell’immunodeficienza umana, noto come Hiv, è l’agente che porta alla sindrome da immunodeficienza acquisita, e cioè l’Aids.

 
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