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Se ne è andato dopo una linga malattia Gilberto Benetton,la mente finanziaria della famiglia, che ha sdoganato i colori nella maglieria accessibile a tutti.
Non amava la maglieria, ma la finanza. Opera sua la diversificazione delle attività di famiglia, con il rilancio di Autogrill, che ora è un colosso mondiale.
Idem con l'ingresso i Autostrade, che ha portato importanti profitti, con un inciampo terribile come il crollo del Ponte Morandi a Genova.
E adesso che faranno i Benetton?
Difficile diro!!!

 
 
Di Maio? Vaffan... PDF Stampa E-mail

“Traditori, se andate col Pd veniamo a prendervi a casa”. La rabbia nel mondo pro M5S
Insulti e violenza anche sulla pagina Facebook di Di Maio, contro il capo politico grillino

La torsione improvvisa del Movimento verso il Pd è stata, forse, un po’ troppo improvvisa persino per i suoi standard. È indicativo che i commenti del blog delle stelle, quello rimasto alla Casaleggio (dopo la migrazione di Grillo altrove), siano spessissimo di questo tenore: «Dopo 11 anni, prendo atto che si è passato dal vaffanculo, al Pd. Credo che il prossimo vaffanculo gli italiani lo daranno a voi. Che delusione». Oppure: «Ritorniamno al vaffa e ci prendiamo il 50%». O ancora: «La più grande cazzata dopo il week-end è questa qui (storpiando una famosa canzone di Jovanotti). Sono contrario a qualsiasi accordo con il Pd e se il Pd dovesse dire di si io andrò via e mi tessererò con la Lega». Se ne potrebbero citare tanti altri, più virulenti. Oppure dalla bacheca Facebook di Di Maio, dove gli danno del «traditore», ci sono punte di rabbia tipo questa: «Tra poco andrai ad elemosinare voti anche ai kebabbari, che finaccia che avete fatto». E questo per quanto riguarda ciò che avviene in luoghi ufficiali del partito. Nella propaganda non ufficiale le cose sono più esplicite, e a volte violente e cupe.

Ai tempi del referendum costituzionale l’account antonio_bordin fu il terzo nodo twitter, in Italia, della campagna del no. Ieri scriveva: «Fossi in @luigidimaio non mi preoccuperei molto dei quattro gatti renzisti che twittano #senzadime. Mi preoccuperei piuttosto dei milioni di elettori che, in caso di governo col #PD, scriveranno sulla scheda elettorale #SenzailM5S». Oppure, con ancora maggiore violenza: “Il #PD detta le condizioni a #DiMaio: “agenda europeista” ovvero sottomissione alla #UE Euronazista, “politiche del lavoro” ovvero #jobsact per sempre, “equilibri di finanza pubblica” ovvero austerità e tagli. Accettate pure, tanto poi il popolo vi verrà a prendere sotto casa».

Altro account molto centrale nell’analisi di rete: Teladoiolanius, fortissimo nella propaganda pre-elettorale, molto anti-migranti, dedito alla bastonatura del Pd. Ieri scriveva: «Abbiamo lottato per anni per far sparire il Pd ed ora che c’eravamo riusciti come per miracolo risorge. La Lega fa risorgere Berlusconi e il M5S il Pd. Andatevene a fanculo tutti e due». Oppure, abbastanza minaccioso: «DiMaio chiude a Salvini e inizia percorso col Pd. Anche se riuscirà a fare un governo, prevedo che non durerà molto e sarà anche l’ultimo. Di Maio ha tradito buona parte dell’elettorato: ne pagherà le conseguenze». @Valy_S spiega chiaramente che il M5S, se si andrà al voto, avrà bruttissime sorprese: «Come chiesto da Martina “di cui ha APPREZZATO LE PAROLE”, DiMaio chiude il forno Lega per aprirlo col Pd “ci sono temi comuni”. Il Pd però propone punti #leuropeisti ed imprescindibili. Speriamo si vada presto al voto. Per qualcuno sarà un’amara sorpresa». 

Un secondo network di account, molti dei quali erano spesso citati nel blog di Grillo quand’era gestito dalla Casaleggio, tacciono, per esempio @carlucci_cc. Oppure, come @Oinot49, ripetono: «Mattarella, questa volta la volontà popolare va rispettata. L’unico governo votato dagli italiani è M5S Lega». Qualcuno prova a rigirarla in favore di Di Maio, ma è una difesa politichese. @tranellio, per esempio: «Preferisco un contratto di governo del M5S, che pur rischiando di più politicamente, può però avere un maggior controllo sull’eventuale partito democratico… piuttosto che l’opposizione e dover subire nuovi abusi di fiducia di una qualsivoglia accozzaglia simil Nazareno». Altri si assegnano il compito delle difese d’ufficio: «Scintille pd, tensione al Nazareno!!! Allora devo riconoscere che questa mossa tattica di Di Maio non ha fatto altro che finire di distruggere il Pd» (@lvoir ritwitta @serebellardinell).

Beppe Grillo nel suo nuovo blog i commenti li ha chiusi; ma l’esercito digitale è molto ascoltato, dalle parti della Casaleggio.
Da "La Stampa"

 
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