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Certo che in questi anni di Governi pasticcioni ne abbiamo vissti molti, ma questo Giallo-Verde li batte tutti.
Esce il documenti di programmazione economica e scoppia il putiferio. Di Maio dice che non lo voterà perchè c'è una specie di condono tombale. Peccato che Di Maio ci fosse al CdM dove il testo è stato steso e approvato. O dormiva e non ha seguito la discussione o non ci ha capito una mazza. Chissà come reagirà la base Grillina, che per anni ha ululato "onestà, onestà"
Alla faccia dell'onestà. Vale il vecchio detto: "Chi va al mulino si infarina"

 
 
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I signori de l'Ortino PDF Stampa E-mail

 'I signori de l'Ortino'
Palazzo dei Priori
Volterra fino al 30 settembre 2018
Sono molti i motivi per visitare Volterra, una città museo, che non ha uguali al Mondo.
Questa mostra è l'ennesimo buon motivi per salire sul colle sacro alle divinità Etrusche61teatro-volterra-romano.jpg

Al terzo piano del Palazzo dei Priori, la mostra “I SIGNORI DE L’ORTINO. ARISTOCRAZIE GENTILIZIE ALL’ALBA DELLA CITTÀ DI VELATHRI”:
non solo una esposizione di materiali archeologici, ma il simbolo di un lavoro costante di riscoperta del nostro passato.
La mostra, promossa dal COMUNE DI VOLTERRA e dalla SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA, BELLE ARTI E PAESAGGIO PER LE PROVINCE DI PISA E LIVORNO, su progetto scientifico di GIACOMO BALDINI, VALERIA D’AQUINO ed ELENA SORGE, e realizzata da COOPERATIVA ARCHEOLOGIA e COOPERATIVA SIENA VIVA, raccoglie i risultati delle campagne di scavo svolte dalla Soprintendenza con il finanziamento del Comune di Volterra in contrada L’Ortino, nell’ambito del progetto per la costruzione del nuovo asilo nido comunale “La Mongolfiera”. figceltiitalia7.jpg
Il restauro dei materiali, per la prima volta in mostra, è stato eseguito grazie al contributo dei fondi MIBACT - ART BONUS e della FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI VOLTERRA.
Gli scavi, condotti tra il 2015 ed il 2017, hanno riportato alla luce un settore dell’abitato dell’antica Volterra ricco di testimonianze comprese fra l’età del Ferro e la piena romanità: resti di capanne protostoriche, un edificio di prestigio della ricca aristocrazia etrusca ed una cisterna di età ellenistico-romana, ma, soprattutto, i resti di un sepolcreto in uso tra la metà dell’VIII e la prima metà del VII secolo a.C. In particolare una tomba entro dolio, trovata intatta con chiari i segni del rito di sepoltura, ha restituito un prestigioso corredo che la connota come femminile di alto rango.
La scoperta, come ben evidenziato dal percorso di visita, rappresenta un importante momento di approfondimento legato allo sviluppo del centro protourbano, in relazione alla nascita della città di Velathri.

 
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