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2018, addio e senza rimpianti.
Ne sono successe di tutti i colori, ai quattro angoli del Mondo.
Dalla vicenda Corea del Nord-Usa, alla guerra dei dazi, ai disastri naturali, alle vicende nostrane, e poi la Brexit che ancora non si sa come andrà a finire.
Non è mancato il terrorismo, che ovviamente non va in ferie.
Sul clima, che dovrebbe mettere tutti d'accordo, non c'è accordo e il rischio di andare a schiantarsi, non è così remoto.
Come sarà il 2019? Speriamo in un ritorno al buon senso!

 
 
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F.lli Muratori PDF Stampa E-mail

Si scommette su Franciacorta e Val di Cornia. 
Fine dell'avventura al Sud e  “ritorno alle origini” per la famiglia lombarda, con la gestione diretta delle aziende
Ora che i rampolli della famiglia son cresciuti, ad Adro hanno preso una decisione intelligente: fare un passo indietro per compiere un grande balzo in avanti, concentrando gli sforzi in Lombardia e Toscana, i terroir più nelle corde della famiglia Muratori.azmuratori.jpg
In questo riassetto, la gestione viene seguita personalmente dalla famiglia in tutta la filiera.
Se Adro in Franciacorta, resta la casa madre, in Toscana si installa, Matteo Muratori, il giovane enologo di famiglia per continuare nella produzione di rossi, in una zona, la Val di Cornia, alle spalle di Piombino, particolarmente vocata e in grande ascesa.
Lascia anche Francesco Iacono, per quasi vent'anni direttore e enologo di quello che è stato Arcipelago Muratori, che approda all'Onav, in qualità di direttore
Erano un paio d’anni, che il riassetto era in cantiere e ora si è concretizzato.
È stata una scelta non facile, e dettata anche da dinamiche familiari - racconta Michela Muratori - noi siamo e vogliamo rimanere un’azienda a gestione familiare, e ci siamo resi conto che per lavorare come vogliamo, con una gestione diretta, il territorio dobbiamo viverlo nel quotidiano, con costanza”.
Cambiano gli scenari, per una famiglia che con le due tenute mette insieme 125 ettari vitati (55 in Franciacorta e 70 in Val di Cornia, tutti di proproprietà

Si volta pagina per una realtà del vino italiano che fattura sui 4 milioni di euro, per l’80% realizzati in Italia, con una produzione vicina al mezzo milione di bottiglie ogni anno, di cui 360.000 di Franciacorta.

 
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