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Mezza Europa si chiede cosa ci faccia Tria al Ministero dell'Economia. Tirato per la giacca dal duo Di maio-Salvini, sta facendo non solo brutta figura in Parlamento ma anche in Italia e in Europa.
Non sappiamo cosa gli passi per la testa, ma certo non sono pensieri positivi.
Se ha un minimo di dignità dovrebbe dimettersi, se non altro per rispetto verso se stesso

 
 
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Milan Fc PDF Stampa E-mail

03 luglio 2018 - Milano
Anche Losanna affaccia sul Lac Leman ma da una prospettiva differente rispetto a Nyon. E, per il Milan, trentadue chilometri di distanza possono fare tutta la differenza del mondo.
Per questo ieri è partita per la Svizzera la lettera ufficiale con cui il club chiede al Tas, il tribunale arbitrale dello sport, di ricorrere contro la sentenza appena emessa dalla camera giudicante dell’Uefa. Losanna, dove in data da stabilire il Milan si presenterà per l’udienza, non deve essere l’ultima città europea che la squadra visiterà in stagione: questo è l’obiettivo della società, che alla richiesta allegherà in qualche giorno pagine e pagine di motivazioni.
Tre i punti chiave: rimbalzare le responsabilità alla precedente gestione e guardare sempre indietro, ma agli altri casi di conti sforati in cui la vertenza si era chiusa con la concessione del Settlement. Infine, se il club ha modificato in corsa il proprio business plan era per necessità e dunque – filtra dal club – l’eventualità non va interpretata come un difetto di credibilità verso l’attuale management.
A proposito di clima internazionale il club dovrà anche indicare l’arbitro da cui vorrà farsi assistere: nell’elenco figurano un italiano, un portoghese, due spagnoli, un cipriota, due danesi, un olandese, un greco, un francese, un austriaco e due tedeschi. Lo stesso farà la controparte (che avrà dieci giorni di tempo, dall’avviso, per mettere insieme la propria relazione) mentre il terzo arbitro, super partes, sarà probabilmente nominato dal presidente della Divisione del Tas competente sul caso.
NOVANTESIMO — Fin qui le disposizioni, certe, per produrre il ricorso. Sul caso vanno poi registrate le sensazioni della società, espresse ieri dall’a.d. Fassone: "Non so quali percentuali di riuscita avremo, ma posso assicurare che daremo il massimo fino al novantesimo e anche oltre perché la sentenza sia modificata.
Così non fosse i tifosi non si spaventino: avremo qualche soldo da spendere in meno ma il progetto non cambierebbe. La violazione dei bilanci, nel triennio 2014-2017, effettivamente c’è stata e la sanzione deve esserci, ma proporzionata. E un’esclusione va oltre.
Un club come il nostro non lo merita. Mi auguro che i giudici decidano serenamente". Decideranno, è probabile, nello stesso giorno dell’audizione (entro il 20 luglio) con ampi margini di manovra: confermare il precedente dispositivo o ribaltarlo oppure modificarlo o congelarlo.
L’ultima ipotesi, attuale almeno quanto le altre, è che la pena venga sospesa, il Milan ammesso alle coppe con controindicazioni posticipate alla prossima estate: allora, quando la pena tornerebbe effettiva, il Milan potrebbe dover rinunciare alla Champions, se nel frattempo conquistata sul campo. Sulla questione è intervenuto anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò: "È un dispiacere se una squadra italiana così blasonata ha una sanzione del genere.
Ma lo ribadisco, se ci sono delle regole vanno rispettate". Riprende Fassone: "Il verdetto dell’Adjudicatory chamber ci sembra ingiusto e ci sorprende la decisione difforme rispetto ad altre, in questi dodici mesi abbiamo cercato di rispettare le regole e di assecondare il Fair Play, abbiamo presentato piani che dimostrano come nel triennio le perdite saranno contenute rispetto a quelle del passato. Mi auguro che al Tas si possa leggere in modo diverso la storia del Milan e di quello che è successo nell’ultimo anno. Il collegamento con l’attuale proprietà è spesso tirato per i capelli anche se nella sentenza si fa riferimento qualche volta a un futuro nebuloso che noi cercheremo di rendere chiarissimo".
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ELLIOTT O COMMISSO? — Un passaggio di non poco conto che tuttora resta oscuro riguarda i 32 milioni anticipati da Elliott per l’ultima tranche di aumento di capitale: vero che ora il destinatario del bonifico non sarà il Milan ma Paul Singer, fatto sta che del possibile versamento ieri non c’era ancora traccia. Anche sul passaggio di quote azionarie non c’è esattamente chiarezza: in quattro giorni è difficile che la trattativa tra Li e Commisso riprenda, entri nel vivo e arrivi alla conclusione. Più verosimile che entro venerdì Yonghong restituisca il prestito parziale e arrivi in un secondo momento alla divisione del pacchetto azionario.
Sui due punti Fassone rimanda alla proprietà: "Il Milan ha ricevuto i 32 milioni la settimana scorsa, il nostro account bancario è molto ricco, che poi questi soldi li abbia versati uno o l’altro è lo stesso.
Sul resto non siamo indovini e non sappiamo se Li voglia vendere un pezzo del club ora o in futuro, l’importante per i tifosi è che il club sia solido e che il proprietario, chiunque sia, ci supporti e ci aiuti. Li lo ha sempre fatto e ora è libero di negoziare senza informarci"

 

 
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