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Non sappiamo cosa gli passi per la testa, ma certo non sono pensieri positivi.
Se ha un minimo di dignità dovrebbe dimettersi, se non altro per rispetto verso se stesso

 
 
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Santiago, il cammino PDF Stampa E-mail

Il Cammino di Santiago è un’esperienza unica, mistica, che ogni viaggiatore (non turista) dovrebbe fare una volta nella vita. È tra le vie di peregrinazione più note al mondo, convogliando più di 200mila pellegrini ogni anno.
Una rotta divenuta celebre nel Medioevo che viene percorsa in maniera ininterrotta fin dal nono secolo. È oggi un vero e proprio fenomeno mondiale, il che consente l’incrocio di svariate nazionalità in Galizia, nella regione nord-est della Spagna. Un pellegrinaggio di origine religiosa, divenuto un’esperienza di vita immancabile per ogni avventuriero che si rispetti, pronto a mettersi alla prova ma soprattutto a trovarsi a contatto con aspetti sconosciuti del proprio io.cappasanta.jpg

La storia
Dopo Gerusalemme e Roma, la terza città più importante al mondo per la cristianità è Santiago di Compostela, la cui celebrità risale al Medioevo, raggiungendo i suoi picchi tra l’undicesimo e il tredicesimo secolo, quando il termine pellegrino divenne quasi sinonimo di viandante sul cammino verso Santiago.
La sua storia ha inizio nel nono secolo. Fu allora infatti che venne scoperta la tomba di uno tra i più importanti e intimi apostoli di Gesù: San Giacomo il Maggiore. Dimenticate da secoli, le spoglie del santo sarebbero state indicate a un vecchio eremita, Pelayo, secondo la leggenda, grazie all’apparizione di una stella su di un campo presso il colle di Libredòn. La città prende dunque il nome dall’apostolo, con Santiago che indica una contrattura di San Giacomo, mentre Compostela fa riferimento alla tradizione, stando per campus stellae.

Roncisvalle la porta d’ingresso
Esistono due modi per dare inizio al proprio pellegrinaggio sul cammino di Santiago, che attraversa la Navarra, la Rioja, la Castiglia-Leòn e la Galizia. Il primo modo, non battuto come il secondo, è il passo del Somport, che consente d’aggiungere l’Aragona al novero delle regio
ni toccate.
Il secondo modo è il più celebre e senza dubbio quello più consigliato, consentendo un’esperienza unica, ovvero un salto in un calderone ricco di storia e leggenda. Si tratta di Roncisvalle, in eterno legata alle gesta dei paladini di Orlando. La battaglia di Roncisvalle è una delle più celebri
camino-without-backpack1.jpgdella storia del Vecchio Continente. Il salto temporale all’indietro ci porta fino al 778 d.C., quando Carlo Magno, re dei Franchi, tentò di ergersi a protettore dei cristiani spagnoli. L’insurrezione dei Sassoni costrinse però il sovrano ad abbandonare il campo di battaglia, lasciando alle sue spalle Rolando e la sua guardia reale che, superate le gole di Roncisvalle, vennero aggrediti dai Baschi.
La tradizione orale portò grande fortuna a questo drammatico episodio e, aumentandone di volta in volta l’epicità, si arrivò a una versione codificata nell’undicesimo secolo, ancora oggi nota come la Chanson de Roland. Questa rientra pienamente nella tradizione della Chanson de Geste, genere i cui tratti vengono portati all’estremo da Ludovico Ariosto nel suo Orlando Furioso, con il cavaliere protagonista che, scoperto l’amore tra Angelica e Medoro, dice per sempre addio al suo senno.

Il Percorso
Il cammino di Santiago consente ai pellegrini di ammirare splendide bellezze naturali e artistiche, con numerose città che meriterebbero una sosta per restarne incantati. Da Roncisvalle a Santo Domingo de la Calzada, passando per San Juan de Ortega e O Cebreiro. Tantissime le città attraversate ma le principali sono di certo le seguenti: Pamplona, Leòn, Burgos, Logrono e Astorga.

 Il lunghissimo percorso richiede necessariamente delle soste, con i pellegrini che sono soliti sfruttare i cosiddetti albergues, detti anche hospitales. Si tratta di ostelli o veri e propri rifugi, dove non si è clienti, bensì ospiti. Ne esistono di due tipi. Quelli pubblici hanno generalmente delle tariffe che oscillano tra i 4 e i 10 euro, da pagare in contanti. Alcuni potrebbero invece chiedere delle offerte a piacere. Quelli privati invece, spesso a conduzione familiare, propongono tariffe dai 7 ai 12 euro, con un servizio vagamente più alberghiero.
Una spesa media per sostenere questo pellegrinaggio, tra cibo e ri
santiago.jpgfugi, può andare dai 650 ai 900 euro. Molto però dipenderà dallo stile di vita scelto durante il cammino. Affrontare questa esperienza di vita con l’animo del turista potrebbe infatti aumentare la quota economica. Scegliere invece di privarsi di comfort superflui, decidendo di cimentarsi a pieno nella spiritualità del pellegrinaggio, potrebbe anche abbassare la quota indicata in precedenza come media.
 Normalmente si percorrono circa 20-30 km al giorno, di conseguenza diventa fondamentale partire leggeri, studiando in maniera approfondita la sistemazione del proprio zaino da viaggio. Prima di incamminarsi però sarà fondamentale procurarsi la credenziale, ovvero un documento rilasciato dalla Confraternita di San Jacopo di Compostela, con sede a Perugia. Attraverso il sito della confraternita è però possibile ottenere il contatto per la propria privincia. Sebbene sia gratuita, è buon costume lasciare un’offerta al momento del ritiro. Questa sarà fondamentale durante il viaggio, con i vari hospitales che la marchieranno con un timbro.

Il Santuario di Santiago di compostela
Al termine di questo lungo, faticoso ma splendido via
cattedrale.gifggio sarà possibile ammirare il Santuario di Santiago di Compostela, tra i più visitati dai pellegrini al mondo. Al suo interno sono conservate le reliquie di San Giacomo il Maggiore. L’imponente struttura sorge sul luogo storicamente indicato come quello del ritrovamento delle spoglie. Al secolo venne eretta una chiesa in sua memoria, sostituita nell’899 da una struttura ben più imponente, per volontà di re Alfonso III. Negli ultimi anni del decimo secolo però andò alle fiamme durante un saccheggio. Nel 1075 vennero iniziati i lavori della cattedrale in stile romanico, con la consacrazione giunta nel 1211.

Come attrezzarsi
Per completare l’intero percorso si richiede un mese o poco più. Molto dipende anche dalle capacità fisiche del singolo pellegrino, dal suo allenamento e, innegabilmente, dall’attrezzatura scelta. Preparasi al meglio infatti risulta necessario, dovendo fronteggiare ben 800 km.
Necessario uno zaino da trekking da 40-60 litri, non economico (dovrà essere un compagno di viaggio fedele per 10-12 ore al giorno). Controllare che spalle e cinghie siano imbottite. Per quanto riguarda le scarpe invece il discorso si fa più complesso. Un cammino di 30 giorni raramente consente di evitare i dolori delle vesciche. Da mettere in conto inoltre eventuali distorsioni o tendiniti. Detto questo, la scarpa sbagliata potrebbe aumentare i rischi di infortuni. L’ideale dunque è optare per degli ‘scarponi da montagna‘, utilizzati normalmente dagli escursionisti. Queste dovranno essere impermeabili, rigide e con una buona protezione per la caviglia. Consentiranno un ottimo isolamento da freddo e acqua ma, al tempo stesso, saranno pesanti e indeformabili. In viaggi del genere occorre pensare sempre al peggio, di conseguenza sarà impossibile iniziare il pellegrinaggio con un solo paio di scarpe. Almeno due al seguito per evitare guai.
Per quanto riguarda l’abbigliamento invece saranno necessarie due felpe in pile, circa 3 maglie a maniche corte, 2 cappellini, 3 mutande, 2 paia di calze (da trekking e antivesciche), due pantaloni, uno corto e uno lungo, un k-way, un pantalone antipioggia e degli occhiali da sole. Sul fronte dell’igiene personale sarà bene portare davvero lo stretto indispensabile, evitando di occupare spazio inutile. Impossibile infine non acquistare un sacco a pelo, che dovrà essere un sacco lenzuolo d’estate e uno a pelo in autunno, inverno e primavera.

 
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