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Nel Nord Italia che più non si può, a Livigno, i genitori italiani abbandonavano il figlio di 5 anni in mezzo agli escrementi dei loro grossi cani, mentre andavano a lavorare in un negozio extralusso.
Sembra che in molti sapessero, ma nessuno si è mai mosso.
I genitori rischiano la patria potestà. Il bimbo nel frattempo è stato affidato ai servizi sociali

 
 
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Parma e il tempo PDF Stampa E-mail

Fino a domenica 2 settembre 2018
Mostre "Il Tempo" e "Sogno di Parma" al Museo Glauco Lombardi
Proseguono le due nuove esposizioni dedicate al "signore degli orologi" Luigi Beccarelli e al pittore Arnaldo Bottai. Le collezioni permanenti, così come le mostre temporanee, sono visitabili per tutto il periodo estivo.
INFORMAZIONI
ORARI:
per i mesi di luglio e agosto:
da martedì a sabato: 9.30 - 16.00, domenica e festivi: 9.30 - 14.00
chiuso mercoledì 15 agosto
INGRESSO:
ingresso libero
CONTATTI:
Tel: 0521 233727,

Mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
www.museolombardi.it

Visite Guidate a "Il Tempo di Luigi Beccarelli, signore degli orologi":

sabato 5 e 26 maggio, 9 e 23 giugno, 7 luglio, 1° settembre 2018, ore 10.30
IL TEMPO di
LUIGI BECCARELLI
signore degli orologi"Il Tempo di Luigi Beccarelli, signore degli orologi" - Visite Guidate: sabato 5 e 26 maggio, 9 e 23 giugno,7 luglio, 1° settembre 2018, ore 10.30Visite Guidate a "Il Tempo di Luigi Beccarelli, signore degli orologi":sabato 5 e 26 maggio, 9 e 23 giugno,7 luglio, 1° settembre 2018, ore 10.30orologiodatavola.jpg

MUSEO GLAUCO LOMBARDI
Fino al 02 settembre 2018

 "Il Tempo di Luigi Beccarelli, signore degli orologi"

La mostra intende indagare il percorso biografico e professionale dell’orologiaio Luigi Beccarelli (Borgotaro 1837-Vignale di Traversetolo 1908), alla cui acribia e perizia si deve la nascita a Parma della prima fabbrica d’orologeria in Italia.

Cresciuto tra Borgotaro e Parma, Luigi Beccarelli si trasferì presto a Parigi ove apprese i segreti meccanici e stilistici grazie ai quali riuscì ad aprire nella capitale francese una sua prima attività; al ritorno a Parma, nel 1876/1877, e non senza difficoltà economiche e burocratiche, venne inaugurata in città una fabbrica di orologi, la prima in Italia, presto spostata in provincia, a Vignale di Traversetolo, presso la tenuta che da quel momento fu significativamente ribattezzata Cronovilla.

Della copiosa produzione che ne seguì, articolata in numerose tipologie a testimonianza della curiosità e destrezza della sua imprenditorialità, rimangono centinaia di pezzi, tutti numerati e spesso marchiati, delle più svariate tipologie e misure, destinate a diverse fasce di mercato (orologi da persona, da parete, pendolette e pendole da viaggio, parigine, fino ai più rari orologi tournant). L’apparato documentario sulla vita contabile e amministrativa, al contrario, è assai lacunoso e questo rende difficile ricostruire la politica commerciale e imprenditoriale, senza dubbio spregiudicata, che Beccarelli attuò in decenni di attività di un impianto che formò intere generazioni di operai e artigiani: la Cronovilla era infatti un’industria autosufficiente, che trasformava il metallo anche in bronzi artistici e vi affiancava la lavorazione di pietre e cuoio per le decorazioni e le custodie.orologio_becca.jpg

Molti i riconoscimenti regolarmente tributati a Beccarelli in esposizioni universali, industriali e artistiche (medaglia d’oro all’esposizione nazionale di Milano nel 1881 e a quella universale di Parigi nel 1900, solo per fare qualche esempio) per innovazioni tecniche e pregi artistici, che Beccarelli, da accorto imprenditore, non mancò di ricordare con appositi punzoni. Successivamente il marchio fu scelto come fornitore ufficiale di numerosi enti pubblici (Regia Marina, Ferrovie, Poste e Telegrafi) scalzando le produzioni straniere, delle quali aveva raggiunto la precisione e la qualità estetica non meno che il vantaggio economico.

 L’ampia campionatura in mostra (circa 250 pezzi tra orologi, documenti, ritratti e oggetti privati inediti) proviene da diverse raccolte, capillarmente percorse, di collezionisti privati. L’esposizione non si limiterà ai soli orologi: attraverso ritratti, carte e oggetti personali accuratamente conservati dai discendenti diretti (famiglia Giovanni Bruno Ferrari), si è potuto ricostruire la vita privata di questa sinora mal conosciuta figura di imprenditore dalle mille risorse.

Grazie al prezioso intervento di un privato che raccolse parte delle attrezzature della Cronovilla, si potrà evocare infine anche l’ambiente di produzione, dal quale proviene una selezione di presse, punzoni, modelli e ingranaggi recanti ancora impresso il nome di Beccarelli; fu Melania, unica sopravvissuta dei suoi cinque figli, a curare le memorie di famiglia.

Nel catalogo che accompagnerà la mostra si approfondiranno anche le sorti dell’azienda dopo la morte di Luigi (1908) e la presa in carico da parte dei parenti Giovanni e Ottavio Ferrari; pur senza il geniale slancio iniziale del suo fondatore, ancora per decenni continuò dunque il sogno di Beccarelli, signore degli orologi, che riuscì, contando unicamente sulla propria intraprendenza e sulle proprie capacità, ad allineare Parma e l’Italia, una nazione sino ad allora del tutto dipendente dall’estero in questo settore, alla più avanzata produzione europea.

La mostra ha ottenuto il patrocinio e il sostegno del Comune di Traversetolo, luogo simbolo della produzione della Cronovilla, e proprio nel paese, durante il periodo di mostra, si svolgeranno alcune iniziative collaterali dedicate a Luigi Beccarelli.

 
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