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Come sarà il 2019? Speriamo in un ritorno al buon senso!

 
 
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Falsi De Dominicis: 2 arresti, Vittorio Sgarbi tra i 23 indagati. «Quelle opere sono tutte vere»
Accusati dai carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale di associazione per delinquere, contraffazione di opere d’arte e ricettazione. La smentita del critico d’arte: «Situazione pirandelliana e grottesca»

C’è anche Vittorio Sgarbi tra i 23 indagati che, nell’ambito di un’inchiesta condotta dai carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, contraffazione di opere d’arte e ricettazione.
Nel corso delle indagini sono state sequestrate oltre 250 opere contraffatte (per un valore di oltre 30 milioni di euro), per lo più cedute a ignari collezionisti, oltre a materiale atto alla falsificazione. «Pirandelliano e grottesco. Siamo al livello più basso della capacità di un organo di garanzia e di tutela culturale, quelle opere sono tutte vere»: il commento di Sgarbi che ne risponde in quanto presidente della Fondazione Archivio Gino De Dominicis di Roma, composta da importanti galleristi, esperti d’arte e mediatori commerciali.

Falsi certificati di autenticità
Secondo gli investigatori, sul mercato lecito dell’arte contemporanea sono state infatti immesse numerose opere d’arte contraffatte, corredandole di fraudolente certificazioni di autenticità, attribuite al celebre artista marchigiano Gino De Dominicis - riconosciuto come uno degli autori più importanti dell’arte italiana del secondo Dopoguerra con quotazioni sempre più in rialzo sul mercato - e, in misura minore, ad altri maestri dell’arte contemporanea. I carabinieri hanno eseguito 4 misure cautelari, di cui 2 provvedimenti di arresti domiciliari, uno dei quali riguardante la vice presidente della Fondazione, personaggio di spicco nella vicenda poiché, essendo stata in passato assistente personale dell’artista, verosimilmente sfruttava nella contraffazione delle opere le sue approfondite conoscenze circa le tecniche pittoriche e l’iconografia concettuale del maestro deceduto nel 1998.
L’altra ordinanza di custodia agli arresti domiciliari riguarda invece la persona che materialmente realizzava le opere contraffatte. Ci sono anche due divieti temporanei di esercizio dall’attività professionale a carico di 4 indagati per associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione e commercializzazione di opere d’arte contraffatte.

Sgarbi: «Dilettantismo e pressapochismo»
A parere del critico d’arte, l’inchiesta è stata condotta con «dilettantismo e pressapochismo. Per me, quelle sono tutte opere originali. I carabinieri hanno sequestrato opere vere senza individuare un falsario e c’è un magistrato che gli ha dato corda». E conclude lapidario: «Hanno sequestrato opere autentiche in nome della seduzione amorosa di una persona che si è ritenuta l’unico erede e ha deciso di togliere la potestà di giudizio mia e di altri».

I reati
Le misure cautelari giungono al termine di una complessa attività investigativa che ha visto i carabinieri del reparto operativo Tutela patrimonio culturale - sezione Falsificazione ed arte contemporanea - operare su tutto il territorio nazionale, coordinati dal pm Laura Condemi, della procura della Repubblica di Roma. I presunti autori del reato sono, con posizioni diverse, coinvolti in maniera attiva nella falsificazione, autenticazione e commercializzazione di opere d’arte falsamente attribuite a De Dominicis.

 
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