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2018, addio e senza rimpianti.
Ne sono successe di tutti i colori, ai quattro angoli del Mondo.
Dalla vicenda Corea del Nord-Usa, alla guerra dei dazi, ai disastri naturali, alle vicende nostrane, e poi la Brexit che ancora non si sa come andrà a finire.
Non è mancato il terrorismo, che ovviamente non va in ferie.
Sul clima, che dovrebbe mettere tutti d'accordo, non c'è accordo e il rischio di andare a schiantarsi, non è così remoto.
Come sarà il 2019? Speriamo in un ritorno al buon senso!

 
 
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L'Europa elimina il geoblocking, ossia le limitazioni in base al Paese, per gli acquisti online di prodotti e servizi, esclusi però quelli soggetti a copyright
Addio geoblocking: la pratica dei portali di ecommerce ed erogatori di servizi di bloccare la navigazione di un utente proveniente da un altro Paese e di reindirizzarlo automaticamente verso lo store nazionale è stata messa al bando dall’Unione Europea, permettendo così agli internauti dell’UE di acquistare dove meglio credono.rendered.jpg

Si tratta fondamentalmente di un passaggio molto simile allo stop del roaming in Europa avvenuto nel 2017. Da oggi potremo usare la nostra carta di credito e il nostro profilo per comprare un prodotto su un e-commerce francese o spagnolo o per prenotare dall’Italia un servizio a noleggio su un sito tedesco o olandese, tanto per fare degli esempi.
La fine del geoblocking ci permetterà dunque non solo di fare acquisti online, specie ora che siamo vicini al Natale, ma di pianificare con accuratezza anche una vacanza in uno stato dell’Unione prenotando auto a noleggio e servizi vari già prima della partenza. Inoltre con la fine del geoblocking potremo accedere alle offerte nazionali di un altro stato membro dell’Unione. per esempio anche se ci colleghiamo dall’Italia su un e-commerce spagnolo avremo gli stessi sconti di quel paese che prima invece non ci venivano mostrati a causa del geoblocking.
Cosa succederà ora con gli acquisti online in Europa

Dopo il taglio al geoblocking per lo shopping online ora l’Europa è chiamata a ridurre i prezzi per le consegne transnazionali tra i vari produttori e venditori dei suoi stati. Al momento infatti se un utente italiano compra una lavatrice da un rivenditore tedesco dovrà pagare di tasca propria la consegna oppure recarsi in uno dei punti vendita per ritirare il prodotto. Con la fine del geoblocking inoltre si infrangono le barriere per i servizi online a pagamento. Pensiamo per esempio a chi vuole comprare il dominio, una casella di posta PEC o un hosting per un sito web. Ora potrà farlo senza problemi anche scegliendo le offerte di un servizio operante in una nazione diversa dalla sua in Europa.

Le nuove norme decise dall’Unione non si applicano però su tutti gli acquisti effettuabili su gli e-commerce. Restano fuori dallo sblocco del geoblocking i prodotti audiovisivi e a quelli coperti da copyright. Qualche esempio? Gli e-book, la musica acquistata in Rete, i videogiochi e anche le applicazioni. Per tutti questi servizi e prodotti resta valido il principio della territorialità. Questo significa che un italiano non potrà abbonarsi dall’Italia al catalogo francese di Netflix o usare Spotify con un abbonamento spagnolo. Va detto però che anche questa restrizione ha i giorni contati perché l’Europa vuole abolire anche quest’ultimo blocco.

 
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