Melegatti riparte

Si riparte. Dopo il fallimento, Melegatti riprende l’attività in vista del Natale, con 35 persone assunte dalla nuova proprietà, la famiglia Spezzapria, che ha rilevato l’azienda dolciaria. Lo storico stabilimento di San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona, ha riaperto i cancelli questa mattina. Giacomo Spezzapria è il nuovo presidente della Melegatti, Denis Moro è l’amministratore delegato.melegattiok.gif

«Per valorizzare le competenze interne e costruire un team affiatato e focalizzato sugli aspetti produttivi, l’azienda ha proposto la riassunzione a tempo indeterminato di 26 persone, di cui 16 impegnate nella produzione e 10 negli uffici amministrativi e commerciali. A queste si aggiungono altre 9 assunzioni. Per lo più ex dipendenti Melegatti che così rientrano in azienda» si legge in una nota. Nei prossimi mesi ci sarà la possibilità di riassumere anche gli altri ex dipendenti (20 persone).

Per la storica azienda di Verona è stato un anno difficile, fatto di crisi, chiusure e ripartenze, fino al fallimento dichiarato il 29 maggio scorso dal tribunale di Verona per via dei debiti accumulati. Intanto, un gruppo di addetti autorizzato dal Tribunale ha continuato a rinfrescare il lievito madre utilizzato per pandori e panettoni. Il 28 settembre la famiglia Spezzapria si è aggiudicata l’azienda all’asta fallimentare per 13,5 milioni di euro.

L’intenzione è quella di avviare «al più presto la produzione di pandoro, panettoni e dolci in entrambi gli stabilimenti veronesi per valorizzare le competenze, garantire stabile occupazione e sviluppare il territorio» ha dichiarato un mese fa Giacomo Spezzapria, nuovo presidente Melegatti. «Confermiamo la volontà di avviare una campagna natalizia che, nel rispetto di elevati standard di qualità produttiva, assicuri visibilità alla rinata Melegatti».
Melegatti, l’inventore del pandoro

La storia di Melegatti inizia più di un secolo fa, nel 1894, quando il suo fondatore Domenico Melegatti inventò e brevettò nome, forma e ricetta del Pandoro. Il dolce, inizialmente concepito per le feste, piace ai consumatori. E ai pasticceri che cercano di imitarlo. Le vendite crescono dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Nel 1951 apre il primo stabilimento industriale. Poi il pandoro arriva nei primi supermercati e presto, con l’aiuto della pubblicità, diventa popolare in tutta Italia e all’estero.